Il taglio dell’albero e il silenzio del Papa

Circa 20 giorni addietro ho inviato una lettera al Papa Francesco invitandolo a intervenire per evitare che in Piazza San Pietro nella Città del Vaticano per l’ennesima volta venisse posizionato…

Circa 20 giorni addietro ho inviato una lettera al Papa Francesco invitandolo a intervenire per evitare che in Piazza San Pietro nella Città del Vaticano per l’ennesima volta venisse posizionato un abete per le prossime feste natalizie e contestualmente a installare un albero ecologico realizzato con materiale riciclato.
In effetti da oltre 20 anni vengono tagliati, in aree incontaminate e di pregio naturalistico del Pianeta, delle piante secolari che vengono poi donate al Papa ed alla Città del Vaticano. Già nel 2006 un maestoso abete di circa 35 metri di altezza venne abbattuto dai boschi calabresi ed inviato a Roma.
Apprendo dalla stampa che anche nel 2014 un altro patriarca della natura è stato tagliato, e nuovamente in Calabria, per far mostra durante il periodo natalizio in Piazza San Pietro. Da calabrese e italiano sono molto amareggiato per questo ennesimo intervento di spoliazione del nostro patrimonio naturalistico (come avviene peraltro da anni con gli ulivi secolari calabresi) e rimango altresì molto perplesso per il silenzio, quasi generalizzato, sulla vicenda.
Capisco che le problematiche ambientali sono tante e altre anche più grandi e gravi, tuttavia piccoli e ripetuti interventi di tutela del territorio, portano poi a raggiungere grandi risultati.







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