I vandali di conoscenza nelle Serre

Che la Calabria fosse in passato terra di briganti si sa; che esistessero ancora oggi, no. E in effetti forse non ci sono più, i briganti di una volta, fuorilegge…

Che la Calabria fosse in passato terra di briganti si sa; che esistessero ancora oggi, no. E in effetti forse non ci sono più, i briganti di una volta, fuorilegge per scelta o per forza, spesso visti attraverso la lente del romanticismo come dei tenebrosi ribelli nostrani, moderni Robin Hood. I briganti di oggi abitano le stesse terre e compiono razzie negli stessi boschi, ma non per fame, non per ideali, solo per ignoranza e spregio della cultura, nella migliore delle ipotesi. Tutto ciò che è nuovo, e non già semplicemente insolito, proprio nuovo nel senso di innovatore, di portatore di conoscenza, è al di sopra della loro portata e come tale va distrutto. Letteralmente.
Ne sa qualcosa un gruppo di ricercatori del Crea-Sam, che sanno bene come nei boschi della nostra Calabria si trovi la vera ricchezza, una biodiversità di cui vogliono studiare,proteggere e far conoscere l’importanza. Il progetto Pon “Ambi.Tec.Fil.Legno” ha lo scopo di promuovere l’utilizzo sostenibile delle risorse forestali calabresi. A questo scopo, il Dott. Stefano Scalercio e la sua equipe studiano la biodiversità e valutano la sostenibilità ambientale dell’utilizzo del bosco attraverso dei bioindicatori insospettabili, le farfalle notturne. Le ricerche in corso hanno già portato alla luce interessanti novità riguardanti la biodiversità regionale, molte delle quali scoperte nel territorio di Serra San Bruno. Gli innovativi dispositivi di monitoraggio, chiamati trappole luminose, hanno di recente attirato la curiosità degli abitanti del circondario, a causa delle vistose luci viola apparse nei boschi nel cuore della notte; così, qualche isolato e zelante individuo, acclarato che non si trattasse di apparizioni mistiche, come inizialmente ipotizzato, deve aver stabilito che 9 trappole luminose fossero troppe, si sarebbe venuto a sapere troppo sulle riservate farfalle e le fitte foreste che da secoli rendono la nostra terra naturalisticamente pregiata. Così 5 trappole luminose sono state vandalizzate, depredate della componente elettrica, e rese inutilizzabili, il tutto a beneficio del nulla. I carabinieri, già allertati dopo un primo furto avvenuto ad agosto, si sono prontamente attivati e hanno dato supporto agli sfortunati ricercatori, che hanno inoltre reso noto l’accaduto alla segreteria comunale e alla Direzione del Parco Naturale Regionale delle Serre. Tuttavia le risorse sono limitate e tant’è, non c’è molto che si possa fare per acciuffare dei semplici vandali di conoscenza, fosse anche solo per distruggere le loro ambizioni da neobriganti allo sbaraglio. Tanto ormai il prezzo della conoscenza, le svariate centinaia di euro di materiale rubato o distrutto, è stato già pagato. Si può, allora, abbandonare il campo, lasciare questa terra in mano all’ignoranza di quei pochi individui e rinunciare a sapere, a far sapere che la Calabria è ricca di risorse naturali ancora sconosciute, che la Calabria è anche ricerca scientifica e tutela dell’ambiente ad alti livelli? Ci troviamo costretti a raccontare, che si sa, chi si fa gli affari suoi campa cent’anni.







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