Il ministro intervenga per il parco di Scolacium

Onorevole ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo,ci rivolgiamo a Lei a nome di tanti esponenti dell’associazionismo che, lo scorso 4 gennaio, si sono ritrovati a Catanzaro,…

Onorevole ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo,
ci rivolgiamo a Lei a nome di tanti esponenti dell’associazionismo che, lo scorso 4 gennaio, si sono ritrovati a Catanzaro, nella sede dell’Associazione, per aprire il nuovo anno “nel segno della cultura e della solidarietà”.
Il 29 gennaio abbiamo accolto con entusiasmo la presenza e il messaggio autorevole del Capo dello Stato che, inaugurando la nuova sede della Regione, ha ricordato le profonde radici culturali (da Pitagora a Cassiodoro) che storicamente da quest’area influenzarono tutta l’Italia.
Apprezzando il Suo impegno di governo, chiediamo ora il Suo intervento per evitare segnali contraddittori.
Proprio a breve distanza dalla Cittadella regionale è situato il parco archeologico di Scolacium, meraviglia storico-naturalistica del nostro patrimonio nazionale, luogo esemplare di investimenti pubblici che, negli anni più recenti, hanno reso possibile la sua salvaguardia e valorizzazione, anche grazie alla presenza costante della Direzione regionale del ministero da Lei guidato.
Notizie di stampa informano di un rischio concreto che tale sito possa essere ricacciato nell’oblio per carenza di personale e addirittura dei custodi. Inoltre, l’abolizione della direzione regionale con sede nel Parco, così come prospettato nella recente attuazione della riforma del MiBACT, rischia di condizionare negativamente il processo di valorizzazione dell’area.
La carenza di custodi può essere risolta rapidamente nel rapporto proficuo già avviato tra Regione, Provincia e Comune di Borgia, con misure urgenti e anche attraverso il ricorso a cooperative di giovani competenti; rimane aperta tuttavia la questione più complessa della funzione di governo regionale delle strutture culturali, coerente con lo sforzo eccezionale unitario posto in evidenza nell’inaugurazione della Cittadella.
Il capoluogo della Calabria deve esprimere una funzione adeguata nella salvaguardia delle sue aree archeologiche ed anche per la valorizzazione dell’intero giacimento culturale e regionale.
Esso ancora “emerge” nel dibattito collettivo prevalentemente quando incombono rischi o calamità: è il caso dell’area di Sibari colpita dalla alluvione; di Capo Colonna per la balzana idea di sovrastarla con un parcheggio di asfalto; di Scolacium per la carenza di custodi.
È arrivato invece il momento di affrontare la complessità delle aree archeologiche della nostra regione nella consapevolezza che non solo rappresentano la memoria di un remoto e nobile passato, ma costituiscono una “maglia” storico-paesaggistica peculiare, guida preziosa per la nuova pianificazione urbanistica e territoriale. Continui dunque l’opera di scavo e manutenzione, insieme alla divulgazione della conoscenza dei siti come “attrattori culturali”, strategici per dare impulso alla crescita economica sociale, civile dell’intera area, in raccordo con le istituzioni nazionali, europee e dell’Unesco.
Adesso è possibile mettere in campo tante competenze storiche, tecnologiche e scientifiche, maturate dentro e fuori le Università della regione, e nell’ambito della promozione di qualificati eventi artistici.

*presidente dell’associazione “Il Campo”





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