Scura ritiri il decreto sulla rete ospedaliera

Il decreto del commissario sulla riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese, decreto che rappresenta l’architettura principale del sistema sanitario calabrese, va immediatamente ritirato e deve partire da una ricognizione vera dei…

Il decreto del commissario sulla riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese, decreto che rappresenta l’architettura principale del sistema sanitario calabrese, va immediatamente ritirato e deve partire da una ricognizione vera dei bisogni di salute e va condiviso con l’insieme delle rappresentanze istituzionali e territoriali, a partire dalla giunta e dal consiglio regionale, dai sindaci e dalle forze sociali e dagli operatori della sanità.
La programmazione fatta per decreto e senza alcun consenso rischia di produrre conflitti sui territori e danni a un sistema sanitario regionale sottoposto da ben sette anni, ormai, a un piano di rientro dal debito sanitario che nei fatti ha ulteriormente indebolito il già fragile sistema sanitario calabrese.
La programmazione per essere efficace ha bisogno di parametri universali che integrino i diversi territori calabresi e rafforzino i punti di eccellenza.
Il fatto, poi, che non ci si pone alcuna relazione tra la rete ospedaliera e la rete territoriale conferma il dato di essere difronte a una proposta di programmazione assolutamente inadeguata.
Nella proposta di rete dei commissari non si evince alcun riferimento al fabbisogno finanziario che richiede la proposta stessa. Una proposta, quindi, approssimativa e insufficiente per rispondere ai tavoli di monitoraggio dei ministeri e non ai bisogni di salute dei calabresi.
Pertanto, la decisione comunemente assunta dal presidente del consiglio regionale, assieme al presidente Oliverio, di affrontare il tema in una specifica riunione del consiglio regionale rappresenta la scelta più idonea per riappropriarsi di una titolarità sottratta, affrontando la tematica della programmazione delle prestazioni territoriali e ospedaliere e della loro sostenibilità finanziaria al di fuori delle logiche conflittuali e burocratiche. È importante che l’impianto di programmazione socio-sanitaria debba avere delle priorità coerentemente ispirate a due principi fondamentali: 1) la prevenzione territoriale e i presidi che sul territorio sono chiamati ad un’attività di educazione, di controllo e di prima cura; 2) una qualificazione sempre più competitiva sulla qualità e specializzazione delle prestazioni ospedaliere. In tale contesto la virtuosa competizione tra pubblico e privato e tra le strutture regionali e quelle nazionali deve trovare dei giusti parametri di valutazione e di valorizzazione anche attraverso nuovi investimenti.
Si da attuazione così, a uno degli impegni che si era assunto il Pd nel novembre scorso, dando vita alla consulta regionale sulla Sanità.
È del tutto evidente, quindi, che le ragioni che devono essere alla base della nuova pianificazione reclamano un principio di partecipazione democratica che scaturisca da un processo decisionale che deve seguire una sua procedura, nella quale le ispirazioni fondamentali non siano suggerite da atti di imperio che producono tensioni e contrapposizioni. Il consenso democratico non è un costo ma un risparmio autentico, quello che motiva gli operatori, che così possono fuoruscire dalle frustrazioni della precarietà.
Ricostruire il rapporto di fiducia tra i cittadini e i presidi sanitari, migliorare le prestazioni, valorizzare le professionalità, istituire forme di cooperazione tra i medici di base e favorire l’assistenza domiciliare, sono tutti fattori che concorrono alla crescita del sistema sanitario e di sicurezza sociale di tutta la regione.
È su questo modello che si può uscire dalle vecchie logiche che imprigiona il sistema nelle maglie del “potere” e ne libera le energie più vive e professionalmente meritevoli. Ed è questo il modo attraverso il quale si combatte la mobilità ospedaliera passiva. Non solo trattenendo i calabresi e dando risposte adeguate alle loro aspettative ma promuovendo una mobilità attiva che premia la qualità delle prestazioni e l’accoglienza dei luoghi nella nostra regione.
Su questa impostazione è convocata la Consulta regionale sulla sanità per lunedì 21 marzo alle ore 15 nella sede regionale del Pd a Lamezia Terme.

*coodinatore regionale Consultà sanità







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