Giunta Oliverio, due anni di fallimenti

L’attuale governo calabrese a guida Pd presieduto da Mario Oliverio, eletto due anni fa, novembre 2014, avrebbe dovuto essere, secondo gli “esperti” quello della svolta per la Calabria. Tante promesse…

L’attuale governo calabrese a guida Pd presieduto da Mario Oliverio, eletto due anni fa, novembre 2014, avrebbe dovuto essere, secondo gli “esperti” quello della svolta per la Calabria. Tante promesse e tanti sogni erano nati da quella campagna elettorale… A distanza di due anni, niente è cambiato, la situazione è quella che è sempre stata, pare che sia un tutt’uno con gli ultimi governi che si sono avvicendati. Nessuno si aspettava che questi avessero la bacchetta magica e risolvessero in un batter d’occhio tutti i mali atavici di questa regione, o raddrizzassero, in un lampo, una situazione disastrosa che si protrae da decenni, però due anni avrebbero dovuto essere sufficienti per dimostrare, quantomeno, segni di buona volontà politica, che facessero sperare. Invece, neanche questo. Purtroppo le condizioni politiche, sociali e soprattutto economiche della nostra regione sono sotto gli occhi di chi vuol vedere.
Tutti i dati economici e occupazionali risultano negativi e stabiliscono il triste primato di regione più disoccupata d’Europa, il lavoro continua a mancare, la sanità, specialmente nella locride continua a essere un tabù, il turismo è in affanno e il connubio mafia-politica è sempre più saldo, con un sistema di corruttela che la fa da padrona così come da anni denunciano alcuni mass-media regionali, che vogliono fare vera informazione. Ovviamente, tutto ciò incide sulla qualità della vita e infatti siamo agli ultimi posti di tutte le graduatorie. Lo scandalo Rimborsopoli, in cui sono rimasti coinvolti alcuni consiglieri regionali, la vergognosa vicenda di “Calabria Verde”, società in house della regione che vede implicati dirigenti e politici, e la dovuta restituzione di ingenti finanziamenti statali per imperizia e incapacità di utilizzo da parte di assessori e relative strutture che non hanno idea di ciò che gestiscono e quali siano le competenze proprie, stanno là a dimostrare tutta l’inettitudine della politica calabrese.
E allora? Se si continuerà a fare solo demagogia politica con  annunci e proclami, se non ci si attrezzerà sufficientemente di raziocinio, volontà politica, buonsenso e soprattutto di amore per la propria terra e la propria gente, per ottenere “veri” finanziamenti pubblici, non quelli sbandierati da Renzi come spot nella campagna referendaria per assicurarsi consensi alla riforma della Costituzione, e soprattutto saperli impiegare adeguatamente, per esempio redigere un piano regionale per creare lavoro e occupazione,cercando di arginare così la fuga dei giovani e forse di intere famiglie,realizzare un progetto complessivo per la messa in sicurezza del territorio e ridurre sia il rischio idrogeologico che sismico, concretizzare e mettere in pratica le teorie delle politiche sociali per le fasce più deboli e disagiate. Se, insomma, nei prossimi tre anni non sarà attuata una inversione di rotta, vuol dire che la Calabria avrà perso altro tempo prezioso per potersi risollevare, e l’esperienza di Oliverio passerà anch’essa in archivio finendo nel dimenticatoio. Sarà annoverato come l’ennesimo governo regionale che non ha saputo o voluto praticare la vera svolta per la rinascita di questa bellissima terra, perché fino ad ora,senza dover scomodare le agenzie di sondaggi per stabilire l’indice di gradimento,chiunque può capire,in modo del tutto obiettivo, che anche questo governo calabrese è stato assolutamente carente a livello politico e improduttivo per tutto ciò  che avrebbe dovuto essere “Bene Comune”, avendo di gran lunga disatteso le aspettative e soprattutto  le linee del programma politico stesso.

*Cittadino di Placanica (Reggio Calabria)







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