Lo scudo Minniti

… Ho misurato la temperatura, per paura di avere la febbre alta. Niente!Temevo un attentato al mio sistema nervoso centrale, magari ‘na botta di botulinismo, visto che amo le conserve…

… Ho misurato la temperatura, per paura di avere la febbre alta. Niente!
Temevo un attentato al mio sistema nervoso centrale, magari ‘na botta di botulinismo, visto che amo le conserve in barattolo. Niente!
Sono corso in sacrestia per scambiare due chiacchiere col mio amico prete, temendo una possessione. Fortunatamente, niente!
E, dunque, è una sorta di folgorazione sulla via del Viminale. Mi sono “innamorato” di Marco Minniti!
Incredibile – soprattutto per me – ma vero. Lui, figlio del comunismo italiano; battezzato da Massimo D’Alema; uomo del partito che io non amo per destino scritto nel cuore della treccia del mio DNA. Lui, ministro di un governo che, potessi, manderei a casa a calci sulla scheda elettorale. Lui, più pelato di Collina, che manco fisicamente mi attizza.
Eppure, dal giorno della sua nomina agli Interni, in questo nostro Paese confuso, rintronato, lobotomizzato da un secolo e mezzo di bugie, proprio il calabrese Marco Minniti mi e ci sta facendo sperare.
Che finisca, per milioni di clandestini, il giro gratuito sulla giostra delle navi della Marina. Che si crei un filtro onesto a questa invasione senza contegno. Che si riconoscano in tempo delinquenti, finti minorenni, terroristi, mignotte e fancazzisti, fra coloro che sgrappano lacrime finte di fronte a chi rischia la vita per non farli inghiottire dalle onde del Mare Nostrum.
Mi piace, il suo decreto. Meno, le correzioni. Mi piace il suo piglio signorile, garbato e fermo. Mi sento, da Italiano, tutelato e difeso!
“….questo pacchetto che rappresenta una novità assoluta perchè tutela i diritti degli stranieri, ma al primo posto mette quelli degli italiani che non devono subire i flussi come fossero un’invasione”, dichiara il ministro degli Interni.
Mi auguro di non doverle ingoiare impastate di fiele, queste parole. Ma, bestialmente, senza passare per la mente, che spesso mente, voglio credergli.







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