Viscomi: «Non siamo condannati a subire la ‘ndrangheta»

Il deputato del Partito democratico ha dato avvio ad una serie di incontri con i rappresentanti dello Stato in Calabria. Sulle operazioni di Reggio e Vibo: «Non abbiamo più alibi, a ciascuno di noi resta solo decidere da che parte stare»

CATANZARO «Ho ritenuto opportuno dare avvio al mio nuovo impegno parlamentare chiedendo ai rappresentanti delle istituzioni operanti sul territorio regionale di poterli incontrare, non solo per porgere loro un doveroso saluto e assicurare la più ampia disponibilità a collaborare nell’interesse dei cittadini e delle comunità calabresi, ma anche per sottolineare fin da subito ed in modo emblematico la precisa scelta di campo che mi porta, e dovrebbe portare tutti coloro che hanno deciso di impegnarsi politicamente, a stare al fianco di chi lo Stato e le sue leggi rappresenta, difende ed applica, contro coloro che pretendono invece di essere essi stessi legge sui territori nella logica che è propria dei clan criminali».
In questa prospettiva, il deputato del Partito democratico Antonio Viscomi ha dato avvio oggi ad una serie di incontri, che continueranno anche nelle prossime settimane, con i prefetti, i procuratori, i vertici delle Forze dell’ordine operanti in Calabria.
Nella mattinata odierna ha incontrato il Questore ed il Prefetto di Vibo Valentia, Filippo Bonfiglio e Guido Nicolò Longo e nel pomeriggio, il procuratore generale ed il prefetto di Reggio Calabria, Bernardo Petralia e Michele Di Bari.
«Mi sembra – ha dichiarato Viscomi – veramente preziosa l’opportunità di beneficiare della competenza, dell’esperienza e della sensibilità maturata dagli uomini e dalle donne che operano nelle istituzioni in Calabria anche al fine di identificare delle linee di azioni utili su cui lavorare in sede parlamentare. Se veramente vogliamo cambiare lo stato delle cose, il lavoro difficile, intenso e continuo che viene svolto quotidianamente per garantire la sicurezza e i diritti dei cittadini calabresi deve costituire un punto di riferimento indispensabile per tutti coloro che sono impegnati a rappresentare, ai vari livelli, i bisogni della collettività e a cercare di trovare una possibile strada per la modernizzazione della nostra regione».
Peraltro, in coincidenza con gli incontri odierni, la cronaca ha registrato due importanti azioni di contrasto alla criminalità organizzata. Una, denominata “Black Widows”, condotta dalla Polizia e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nella provincia vibonese e dalla quale è emerso un ruolo delle donne di ‘ndrangheta per molti versi sconcertante e sul quale occorre riflettere a fondo. L’altra, denominata “Monopoli”, condotta dai carabinieri e dalla Dda di Reggio Calabria, che ancora una volta ha portato in evidenza come la dimensione imprenditoriale della criminalità organizzata distrugge alla radice ogni possibilità di iniziativa economica e di crescita occupazionale in un dato territorio.
Per entrambe le operazioni Antonio Viscomi ha avuto modo di esprimere il ringraziamento proprio e sicuramente anche dei cittadini onesti della Calabria al Questore di Vibo e al procuratore generale di Reggio: “Magistratura e Forze dell’ordine stanno dimostrando sempre più efficacemente che non siamo condannati a subire la ‘ndrangheta, perciò non ci sono più alibi per nessuno; a ciascuno di noi resta solo decidere da che parte stare, e comportarsi di conseguenza, sempre, in ogni momento della sua vita».







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