Santo Biondo riconfermato alla guida della Uil – VIDEO

Anche il segretario generale in Calabria per il congresso. «Bene la Zes. Ora bisogna evitare che per paura di sbagliare non si faccia nulla»

REGGIO CALABRIA Santo Biondo è stato riconfermato, dagli oltre duecento delegati che hanno preso parte all’undicesimo congresso regionale della Uil, alla guida del sindacato calabrese. Con la rielezione, che ha ottenuto l’unanimità dei consensi, prende il via il secondo mandato di Santo Biondo alla guida della Uil Calabria. Ai lavori congressuali, che si sono svolti all’interno della “Tenuta Tramontana – Casale 1890” di Sambatello, è stato presente anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. «Per molto tempo i governi hanno derubricato il problema Mezzogiorno dall’agenda politica, le conseguenze si notano». Lo ha detto rispondendo ai giornalisti il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, oggi a Reggio Calabria per l’undicesimo congresso regionale della Uil Calabria. «Il differenziale economico, produttivo e occupazione – ha aggiunto Barbagallo – è sotto gli occhi di tutti. I giovani non trovano lavoro e devono emigrare, bisogna correggere questo dato. Ho fatto un’analisi, il momento in cui si è avvicinato di più il Mezzogiorno al resto del Paese, al Nord in particolare, è stato quando c’era l’intervento della Cassa del Mezzogiorno. Ora io non sono un nostalgico della Cassa del Mezzogiorno, ma senza un intervento straordinario come si recupera quel gap infrastrutturale, di infrastrutture immateriali e materiali che non ci sono nel Mezzogiorno. Allora la Cassa del Mezzogiorno divento’ uno strumento costruttivo, ma invece di correggere lo strumento, si è abolito lo strumento ma la corruzione è continuata ad aumentare, quindi c’è qualche cosa che non funziona. Abbiamo bisogno di intervento straordinario per le infrastrutture. Nella Silicon Valley, negli Stati Uniti, prima sono state realizzate le infrastrutture e poi si sono allocate le aziende, qui da noi in Calabria un’azienda se trova un posto dove allocarsi si alloca e poi per fare viaggiare le idee, le persone e le merci, bisogna vedere come fare. Non può funzionare. Il Paese non si riprende economicamente se il Mezzogiorno non recupera il gap. Più del 70% delle nostre imprese lavorano per il mercato interno e senza il recupero del potere di acquisto dei lavoratori, dei pensionati, e il lavoro per i giovani – ha concluso Barbagallo – le aziende rischiano di essere chiuse».

Ai lavori del congresso regionale della Uil Calabria ha portato il suo contributo Pierpaolo Bombardieri, segretario organizzativo nazionale della Uil. «Il Mezzogiorno – ha detto – vive una situazione drammatica, al suo interno la Calabria è sempre più in difficoltà. I numeri della disoccupazione sono inaccettabili, così come lo sono i viaggi della speranza che tanti nostri concittadini sono costretti a compiere per ricercare la giusta cura ai propri problemi di salute. Voi ci dovete aiutare, perché noi dobbiamo aiutare chi ha bisogno e sostenere chi vuole fare una battaglia per cancellare le ingiustizie da questa terra».

«La Calabria – ha detto, poi, Santo Biondo – oggi è finita all’interno del labirinto della povertà. Un labirinto, dal quale se ne esce solo se ci sarà una segnaletica direzionale definita, sottratta alla gestione della cattiva politica che manca di idee precise e che, in questi anni, ha contribuito a spostate, volutamente, il senso di marcia senza soluzioni di continuità di questa segnaletica direzionale. A questa segnaletica direzionale, per l’uscita di questo territorio dal labirinto della povertà, non possono mancare due grandi temi sui quali dovrà concentrarsi, nei prossimi mesi, il controllo sociale di tutta quella Calabria che vuole cambiare passo e cambiare la storia della nostra terra. Por Calabria 2014/2020 e bilancio regionale, su questi due temi bisogna alzare il tiro. Se consideriamo, come anche noi sosteniamo nelle occasioni pubbliche, questi due stanziamenti fondamentali per la vita o la morte della nostra regione». «Non vi potranno essere per la nostra Calabria politiche del lavoro efficaci, una stabilizzazione del lavoro precario, una apertura dei cantieri delle opere pubbliche già programmate, un miglioramento dei servizi di cittadinanza a partire dalla sanità, un rilancio della partecipazione pubblica, una politica industriale regionale a sostegno delle imprese di qualità, una nuova vita per Gioia Tauro, una valorizzazione dei punti di forza e una risoluzione delle emergenze regionali, un contrasto vero alla ‘ndrangheta e al malaffare diffuso che non sia solo ad opera della magistratura e delle forze di polizia – ha detto in chiusura Biondo – senza che le forze sane di questa regione – che esistono – uniscano le proprie energie e le proprie competenze per controllare e condizionare, con il consenso dei calabresi costruito su proposte di merito, l’utilizzo di questi due importanti fonti di finanziamento regionale».





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