Cannizzaro studia da leader: «Siamo alternativa a Oliverio e Falcomatà»

Il deputato di Fi presenta il nuovo gruppo in Metrocity e lancia la sua opa sul partito reggino. Con l’obiettivo di avere un peso nel centrodestra regionale

REGGIO CALABRIA Gli spazi vuoti si riempiono, ed è proprio quello che Francesco Cannizzaro vuole fare: diventare il nuovo leader del centrodestra reggino, colmare un’assenza, ridare una guida a un elettorato ormai sbandato. Cannizzaro studia per impossessarsi dello scettro che, fino a pochi anni fa, era saldamente in mano all’ex governatore Peppe Scopelliti, oggi in carcere dopo la definitiva sentenza di condanna per i buchi di bilancio del Comune di Reggio.
Il neo deputato azzurro è da tempo al lavoro per compattare il centrodestra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Uno su tutti: le amministrative del 2019, che vedranno Fi e i suoi alleati impegnati in un progetto alternativo rispetto a quello del sindaco Giuseppe Falcomatà, per il quale dovrebbe essere scontata una ricandidatura.
Cannizzaro sa, per prima cosa, che per poter incidere sulla scelta dell’aspirante sindaco del centrodestra deve prima conquistare la guida del partito provinciale. Ed è proprio questo l’obiettivo a breve termine che il parlamentare azzurro si è posto: convincere la coordinatrice regionale Jole Santelli a mettere fine al commissariamento e ad assegnargli le chiavi di Fi.
Anche l’ufficializzazione, avvenuta oggi in consiglio regionale, del nuovo gruppo di Fi in Città metropolitana – costituito da Domenico Giannetta, Eduardo Lamberti Castronuovo e Giuseppe Zampogna – può essere interpretata come una prova di forza da parte del parlamentare azzurro, che è riuscito a riunire attorno a sé un gran numero di dirigenti di partito che già in passato avevano supportato l’ascesa di Scopelliti.
Cannizzaro ha le idee chiare e vuole avere un ruolo di primo piano nella scelta del candidato sindaco e nelle future dinamiche del centrodestra calabrese, che deve ancora decidere chi sarà l’antagonista di Mario Oliverio alle regionali 2019.
«Il mio obiettivo – spiega il deputato nel corso dell’incontro per la presentazione del nuovo gruppo – è ricreare un’armonia con le altre forze della coalizione per costruire un’alternativa al fallimento di Falcomatà e di Oliverio». Sulla Regione, in particolare, «vogliamo confrontarci e immaginare la prossima squadra che dovrà scendere in campo». Un confronto che, a parere di Cannizzaro, dovrà riguardare tutti gli altri parlamentari calabresi del centrodestra e che «dovrà riportare Reggio al centro dell’agenda regionale».
L’ex consigliere regionale, in certi passaggi, riprende la retorica reggiocentrica giù cara a Scopelliti, a cui peraltro dedica un ringraziamento per essere riuscito a «ottenere la Città metropolitana».
I nuovi consiglieri azzurri, a loro volta, non esitano a riconoscere a Cannizzaro la funzione di “federatore” dell’intero centrodestra reggino. «Con Francesco nel ruolo di catalizzatore, ci siamo ritrovati sulle cose da fare», sottolinea Lamberti Castronuovo. «Cannizzaro – gli fa eco Zampogna – ci ha fatto ritornare la passione per la politica». Anche Ernesto Siclari, commissario provinciale del Movimento per la Sovranità, ricorda che il deputato «non ha mai smesso di dialogare con le sigle della nostra coalizione». «Il nostro obiettivo è creare una grande coalizione vincente», puntualizza il consigliere comunale di FdI Massimo Ripepi.
Cannizzaro sembra insomma aver conquistato tutti, con buona pace di un altro parlamentare, il senatore Marco Siclari, secondo alcuni addetti ai lavori da tempo interessato a prendere le redini del partito azzurro.
Toccherà a Santelli decidere se mantenere gli assetti attuali o affidare la formazione reggina al giovane deputato. Che, da parte sua, riconosce i meriti della coordinatrice regionale: «Finora Jole ha svolto il suo ruolo in maniera impeccabile. Assieme a lei dovremo dare un contributo costruttivo, se davvero vogliamo incidere sulle sorti di questa terra». Per Santelli, dunque, solo carezze. Per il governatore, invece, ci sono bordate: «La nuova giunta regionale? C’è scarsa qualità politica e conferma il fallimento di Oliverio e del Pd».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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