Il tagliando alla giunta e la burocrazia (di nuovo) nel mirino – VIDEO

Oliverio presenta la “fase tre”: «È tempo di accelerare. Alla Regione ci sono zone di pigrizia che offuscano il lavoro di tanti». Il governatore chiede una svolta sulla spesa comunitaria e sulle strutture speciali: «Non siano “parcheggi”»

CATANZARO La metafora automobilistica sarà pure un po’ abusata ma funziona sempre. E dunque Mario Oliverio non si fa scrupolo di usarla, nel “primo giorno” della sua nuova giunta, la terza dall’inizio della legislatura. «A meno di due anni dalle elezioni facciamo un tagliando – spiega il governatore –. Con la nuova giunta realizziamo il primo tassello di questo tagliando, ma rapidamente faremo un complesso di altre valutazioni, che riguarderanno anche la struttura amministrativa e burocratica. Faremo una riflessione sui dipartimenti, e la faremo sulla base dei risultati, in tempi rapidissimi». La “riforma” della burocrazia resta una priorità: «Lì dove le cose non vanno si cambierà, perché ci sono zone di pigrizia e di rallentamento che non possono essere permesse perché offuscano il lavoro di chi, con serietà e onestà, si spende oltre anche l’orario di lavoro». Così, la conferenza stampa in cui Oliverio presenta la sua nuova squadra diventa (anche) un appello: «Mi rivolgo anche a questa parte più sana e sensibile della vita della Regione, perché è interesse di tutti coloro hanno a cuore il bene della Calabria lavorare in questa direzione. Faremo un tagliando anche per le strutture speciali, perché devono essere di sostegno degli assessori e dei dipartimenti e non di “parcheggi” vari».

TEMPO DI ACCELERARE Il presidente vuole dare il senso dell’ingresso «in una fase di accelerazione del lavoro e dell’impegno per la realizzazione degli obiettivi e per l’utilizzo delle risorse, in modo da dispiegare pienamente nella Calabria la programmazione che abbiamo messo in campo. Stiamo affrontando problemi di carattere strutturale, che non erano mai stati affrontati. Mi riferisco – osserva – alle infrastrutture materiali e immateriali, al sostegno alle imprese e al mondo produttivo calabrese, dal sistema dei rifiuti, a cui abbiamo dato una svolta, al tema delle grandi incompiute, al riordino degli enti subregionali con la chiusura di tanti “mulini” che macinavano solo risorse. Sfido chiunque a trovare una nostra assunzione o azione clientelare in questi enti: quando ci siamo insediati abbiamo trovato migliaia di assunzioni, fatte anche pochi mesi prima delle elezioni regionali. La nostra è un’azione controcorrente, che non può passare sotto silenzio, ed è importante perché è una piccola rivoluzione in una Regione abituata a queste pratiche clientelari». 
Oliverio vede la sua “fase tre” come il modo di portare a sintesi il lavoro svolto finora: «Le premesse ci sono – dice – ma è una partita che non può riguardare solo la Regione: richiede il concorso del sistema degli enti locali e delle forze economiche e sociali, è una sfida alta perché significa rompere l’assistenzialismo del passato. I mesi che abbiamo davanti sono impegnativi, e la Giunta che ho messo in campo nasce da queste valutazioni».

«MANDATO PIENO» Inevitabile un passaggio sul percorso che ha portato alla scelta dei nuovi innesti nell’esecutivo: «Quindici giorni fa ho incontrato la mia maggioranza non per chiedere il permesso, perché il mandato conferitomi dai calabresi mi dà totale autonomia nelle decisioni. Ricordo poi che io sono anche stato investito dalle primarie – altro refrain caro al governatore –, e lo dico con orgoglio non per fare demagogia, perché faccio parte e sono dirigente di un partito, il Pd, nel quale rimango orgogliosamente e la cui funzione è importante soprattutto in questo momento di difficoltà, ma rivendico il mio percorso perché c’è un’autonomia della sfera istituzionale rispetto a quella di partito. Rivendico questa autonomia e questa libertà, ma ovviamente non mi esime dal confronto, e con la maggioranza abbiamo fatto un confronto vero. Su un punto c’è stato accordo: dare un mandato pieno alla mia persona». Non che la maggioranza non abbia un ruolo. Tutt’altro: è, così come quello del consiglio regionale, «importante, perché intendiamo mettere in campo riforme che spingano ancora in avanti il percorso imboccato».

«NON SI RIPARTE DA ZERO» Il governatore dedica un passaggio a ciascuno dei nuovi compagni d’avventura. E sottolinea la scelta di aver puntato su una presenza femminile nella giunta: «Ho fatto una scelta chiara. Del resto, all’indomani della mia elezione, in Consiglio regionale posi la necessità di inserire nello Statuto un vincolo per garantire la presenza di genere con almeno il 30% e questa volta il 30% ha garantito gli uomini». 
«Ci sono poi – ha rilevato – quattro conferme, a riprova del fatto che non stiamo parlando di una giunta che non riparte da zero perché in questi anni abbiamo fatto molte cose. C’è una valutazione politica nelle mie scelte, non si tratta di una mera sostituzione o di una mera immissione di nuove figure: ci sono tre innesti che occupano spazi importanti, si tratta di nuove energie garantite da tre donne espressione di esperienze culturali, territoriali  e sociali diverse ma ognuna delle quali rappresenta esperienze positive fatte sul campo». Il governatore parte da Maria Francesca Corigliano, che «ha lavorato con Giacomo Mancini al tempo in cui era sindaco di Cosenza ed esprime anche un rapporto con il mondo cattolico, con l’associazionismo nella città e nella provincia di Cosenza. Angela Robbe viene da un’esperienza della cooperazione che le ha permesso di approfondire la conoscenza su un ampio ambito sociale e su un ambito imprenditoriale e occupazionale: ha grande equilibrio, è aperta al dialogo e all’ascolto e si è impegnata per un processo unitario del mondo della cooperazione, e poi ha interloquito sempre con la Regione sui temi oggetto della sua delega, soprattutto quella delle politiche sociali, che è una delega complicata e difficile perché, lo ricordo agli smemorati, è il portato di anni e anni di mancato intervento e di ritardi dello Stato e anche della Regione». Maria Teresa Fragomeni, invece, «avrà tra i suoi compiti la riorganizzazione del personale: è una professionista di valore che coniuga al radicamento territoriale e all’esperienza politica nella sua città; con lei vogliamo esprimere il massimo dell’impegno, soprattutto nella riorganizzazione degli enti sub regionali». Inoltre, Oliverio ha formulato «gli auguri a Francesco Russo, che è stato nominato vicepresidente alla luce di risultati qualificanti ottenuti anche grazie a lui, come il Piano regionale dei Trasporti e la realizzazione della Zes, che è uno strumento atteso da decenni e che abbiamo portato a compimento».

a. cant.





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