Il marito calabrese del ministro per l’Integrazione

Un padre cattolico e poligamo, 38 fratelli figli di diverse madri ma anche un marito di origini calabresi: si è presentata così, Cecile Kyenge, nel corso della trasmissione di Lucia…

Un padre cattolico e poligamo, 38 fratelli figli di diverse madri ma anche un marito di origini calabresi: si è presentata così, Cecile Kyenge, nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata “In mezz`ora”. E ha spiegato che in Italia è arrivata da irregolare: «Il vescovo della mia città mi aveva trovato una borsa di studio alla Cattolica di Roma», ma questa borsa non è mai arrivata e l`attuale ministro per l`Integrazione ha passato un anno in cui ha dovuto cercare un lavoro per poter restare in Italia. «Avere tanti fratelli e sorelle mi dà l`idea di vivere dentro una comunità, facilita i rapporti con la società» ha detto, spiegando che in Congo esiste la poligamia e un uomo può avere fino a quattro mogli. «Prima della crisi era una cosa abbastanza frequente». La Chiesa cattolica, ovviamente, ha riconosciuto solo il primo matrimonio. «Anch`io sono cattolica – ha detto – ma poco praticante». In Italia, ha spiegato ancora il ministro, è stata aiutata da alcune persone: «Un prete, un rifugiato dall`Ungheria che mi ha fatto conoscere una donna che lavorava in Zimbabwe e poi Adele Pignatelli che ha una associazione di medici a Roma. Loro mi hanno dato la possibilità di avere i documenti. Devo dire grazie a queste persone». La sua biografia prosegue poi con il matrimonio con un calabrese nato a Modena. «Io mi sento più calabrese di lui, passo sempre le vacanze in Calabria». È grazie al matrimonio, spiega, che è diventata cittadina italiana. Nella sua vita in Italia non sono mancate le discriminazioni. L`episodio più brutto, racconta, «nel 2004 quando fui aggredita mentre facevo volantinaggio per la campagna elettorale, un uomo mise le mani addosso a me e mia sorella che passavamo davanti al suo negozio. L`ho denunciato ma non ho mai avuto risposte». (0090)







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