Sanità: fondi ai privati, Siclari: «Pronti a denunciare Scura»

Il senatore di Fi denuncia i tagli del commissario e minaccia battaglie legali per interruzione di pubblico servizio. «Decreto pieno di violazioni, ma le strutture di specialistica sono costrette a firmare contratti»

CATANZARO «Adesso basta tagliare in Calabria. Se il presidente Oliverio e Scura intendendo proseguire in questo modo, mettendo a rischio l’intero sistema sanitario e, in particolare, la strutture private accreditate che senza fondi non potranno più erogare servizi adeguati, chiederò a tutti i rappresentanti di categoria e ai sindacati, di unirsi a me per denunciare Scura alla Procura, e i complici di questo scempio, per interruzione di pubblico servizio. Mi appello al buon senso del commissario affinché ammetta il fallimento, così come fatto dal ministro Lorenzin e lasci alla sanità calabrese lo spazio e il tempo per risanare le ferite da lui inferte e tornare a erogare un servizio decoroso». Lo afferma in una nota il senatore di Forza Italia Marco Siclari.
«La cosa più grave – continua – è che il commissario è chiaramente ben consapevole dei vizi dei suoi provvedimenti poiché è stato redarguito da più parti ma sta intenzionalmente procedendo in un percorso che porterà al baratro e noi questo non possiamo permetterlo». Infatti, è scritto in una nota, «in questi giorni, ha come unico obiettivo quello di costringere tutte le strutture di specialistica a firmare immediatamente i contratti 2018 scaturiti da un decreto che ripropone tutte le violazioni (e non solo) già presenti nel decreto 128/2017, attualmente al vaglio del Tar».
«Ed ecco che il commissario, invece, di attendere rispettosamente l’esito della giustizia come ci si aspetterebbe da un rappresentante del governo – conclude Siclari – invece di aspettare l’emissione di una sentenza che definirà se tali manovre violano il diritto alla salute dei cittadini, si affretta a ricattare strutture e direttori generali affinché estorcano una firma almeno per il 2018 e il prima possibile. E così, se anche dovesse perdere per l’anno 2017, non sarà costretto a ritrattare il 2018 e avrà comunque trasferito risorse a suo piacimento e a danno di cittadini, strutture e lavoratori».





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