Brancati in pole nel ballottaggio per la guida della Sanità

Sono due (l’altra è quella di Macrì) le candidature “interne” ammesse nell’avviso pubblico per scegliere il manager del dipartimento Tutela della Salute. I guai giudiziari del dg dell’Asp di Reggio e la preoccupazione di Wanda Ferro. Barbaro unico candidato per il segretariato generale

CATANZARO Forse la selezione infinita questa volta finirà sul serio. E, dopo aver cercato un dirigente all’interno dell’amministrazione (e non averlo trovato), essere ricorsa all’esterno (e non aver trovato nessuno “valido”) e aver riprovato con un manager già assunto alla Regione, la giunta Oliverio ha ridotto il campo delle ipotesi. Il nuovo direttore generale del dipartimento Tutela della salute potrebbe essere scelto tra Giacomino Brancati, attuale dg dell’Asp di Reggio Calabria, e Domenico Macrì, veterinario e dirigente della Cittadella (ma lo è stato anche alla Provincia di Vibo Valentia). C’è solo da chiudere il dossier. Il favorito è il medico che guida dell’Asp reggina, uomo di fiducia del governatore, che non lo ha rimosso neppure dopo le indagini che lo hanno investito negli ultimi tempi.

LE INCHIESTE Brancati (imputato in questa indagine assieme al direttore del dipartimento Area ospedaliera Domenico Calabrò) avrebbe interrotto «ripetutamente» le attività del reparto di Ortopedia delll’ospedale di Locri, ridotto a un «mero ambulatorio», e «abbandonato» i malati che avevano bisogno di cure. Per questo motivo il procuratore di Locri Ezio Arcadi ha chiesto il suo rinvio a giudizio. Sempre dai suoi rapporti con Calabrò – in particolare dalla stipula del contratto che lo confermava come direttore della struttura complessa di Pneumologia – deriva un’altra inchiesta che vede il dg dell’Asp nel mirino sempre della Procura di Locri. Due indagini che, in giorni nei quali si discute di “doppia morale” (a proposito dell’avviso di garanzia allo stesso Oliverio e del processo a carico del suo braccio destro Gaetano Pignanelli, al quale sono state risparmiate le dimissioni, a differenza di quanto chiesto agli ex assessori regionali incappati in inchieste della magistratura) potrebbero costituire un peso per le possibilità di Brancati di arrivare a una delle poltrone burocratiche più ambite e complicate della Cittadella.

I RAPPORTI CON SCURA La giunta regionale ha deciso di rivolgersi nuovamente ai ranghi della burocrazia “interna” anche per la delicatezza dei compiti che saranno assegnati al direttore generale. Soprattutto quello di armonizzare le scelte del dipartimento Tutela della Salute con quelle del Piano di rientro. Saranno centrali i rapporti con il commissario Massimo Scura e con il governo. Quale sia la relazione tra Scura e Brancati lo chiarisce una lettere con la quale il commissario chiese le dimissioni del direttore generale dell’Asp. Che sarebbe stato protagonista di episodi «sconcertanti», che avrebbero messo a rischio le nuove assunzioni nell’Asp di Reggio e compromesso i conti dell’Azienda, con tanto di nuove tasse per i contribuenti calabresi. Sono queste alcune delle accuse che il commissario della Sanità regionale aveva mosso a Brancati, invitato senza mezzi termini a rassegnare le dimissioni per via di una mancata «consapevolezza del ruolo» e di «impegno» e «competenza» ritenuti insufficienti, se non addirittura scarsi.
La nomina di Brancati, dunque, potrebbe essere un segnale – l’ennesimo – di contrapposizione frontale tra la politica regionale e il commissario che tiene le redini della sanità per conto del governo (tutto sta a vedere se il nuovo probabile governo Lega-M5S lo confermerà).

IL SEGRETARIATO La ricerca del nuovo “capo” burocratico del settore che assorbe la maggior parte del bilancio regionale non è l’unica in corso. La seconda richiesta arrivata dalla giunta riguarda l’incarico di dirigente generale del dipartimento “Segretariato generale”, attualmente retto dall’esterno Ennio Apicella. L’avviso interno, comparso sul sito web istituzionale lo scorso 27 aprile, si è concluso con la presentazione di una sola domanda, quella di Carmelo Barbaro, dirigente storico della Regione. Domanda depositata il 7 maggio, poi ammessa e pubblicata tre giorni dopo sul portale. Potrebbe andare a lui una delle poltrone strategiche della giunta.

FERRO PREOCCUPATA DALL’IPOTESI BRANCATI La selezione è in itinere ma c’è già il primo commento politico. È della parlamentare di FdI Wanda Ferro: «L’attuale direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, Giacomino Brancati, – scrive – sarebbe favorito nel rivestire l’incarico di nuovo direttore generale del dipartimento Salute della Regione Calabria. Non voglio entrare nel merito del curriculum e della professionalità del candidato, che non metto in discussione, né dell’indagine che lo coinvolge in seguito ai gravi disservizi verificatisi all’ospedale di Locri. Sono però convinta che sulla gestione della sanità, che non è solo la voce di bilancio più importante dell’intera Regione, ma è la materia più delicata perché investe più di ogni altra la qualità della vita dei cittadini, non si debbano fare passi falsi».
«E i risultati ottenuti dal commissario e poi direttore generale dell’Asp di Reggio – dice Ferro – non sono rassicuranti. Mi hanno colpito molto i durissimi commenti espressi, in una lettera ripresa dalla stampa, dal commissario alla Sanità Massimo Scura, che pur non essendo solito usare la diplomazia e i giri di parole, non si era mai espresso con termini così sprezzanti nei confronti di un dirigente sanitario, con riferimento alla sua competenza e alla qualità del suo operato. Il commissario ha denunciato episodi “sconcertanti”, che avrebbero compromesso ulteriormente i conti già disastrosi dell’azienda e messo a rischio le nuove assunzioni autorizzate, oltre ad evidenziare un totale disinteresse del dirigente per il bilancio aziendale».
«Insomma – spiega la deputata –, il commissario alla Sanità ha parlato di un mancato governo di un’azienda che avrebbe richiesto un impegno ben diverso visto i problemi gravissimi che si trascina dietro da decenni, oggetto anche dell’invio di una task force ispettiva da parte del ministero. Senza contare la gestione disastrosa, sotto gli occhi di tutti, dell’ospedale di Locri e dei clamorosi disservizi dell’ortopedia, con tutto ciò che ne è conseguito in termini di disagi per i pazienti, che hanno portato all’apertura di una inchiesta della Procura. Io spero che il governatore Oliverio, di fronte a una scelta così importante per la vita dei calabresi, sappia privilegiare la qualità, al di là di ogni ragionevole dubbio, e non l’appartenenza». (ppp)





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