Giunta, Rizzo lavora alle Regionali e inguaia Oliverio

L’assessore tecnico pronta a una discesa in campo nel 2019. Il suo capostruttura diventa segretario di Mdp e nella maggioranza scoppiano le polemiche

CATANZARO C’è un caso che, più di altri, mette in imbarazzo Oliverio. Il governatore aveva promesso alla sua maggioranza che nessun componente della nuova giunta si sarebbe candidato nel 2019. Evidentemente, però, era un impegno che il presidente non poteva mantenere. Perché tra i suoi assessori ce n’è uno che le prossime Regionali le ha proprio messe nel mirino: è Antonella Rizzo (in foto con Laura Boldrini), titolare della delega all’Ambiente e nuovo spauracchio del centrosinistra crotonese e non solo.
I dirigenti del Pd che sognano una candidatura nel maxicollegio Centro – che, oltre a quella di Crotone, include le province di Catanzaro e Vibo – vengono segnalati come in stato di agitazione permanente a causa della promessa tradita del governatore.

GLI SCONTENTI Tra i più contrariati, per ragioni diverse ma convergenti, ci sarebbero i vari Bruno Censore, Nicodemo Oliverio, Gino Murgi e Pepè Corigliano. Il loro reclamo all’indirizzo di Oliverio è facilmente decrittabile: quella di Rizzo è una concorrenza sleale perché potrà preparare la sua candidatura sfruttando una innegabile posizione di forza.
Il malcontento ha subìto un’impennata negli ultimi giorni, e precisamente subito dopo la nomina a coordinatore regionale di Articolo Uno-Mdp di Pino Greco. Che non è un burocrate qualsiasi, bensì il capo staff in Regione della stessa Rizzo.
L’assessore “tecnico” si è insomma via via trasformata in un assessore “politico” che coltiva le sue ambizioni elettorali, possibilmente a scapito dei possibili competitor.
Tutto legittimo, solo che, sottolineano i malpancisti, i patti non erano questi. E se in molti sono riusciti a digerire la scelta di inserire nell’esecutivo Maria Francesca Corigliano – già candidata ma non eletta alle Regionali del 2014 – e a far viso a cattivo gioco di fronte alla nomina di Maria Teresa Fragomeni – vicinissima al capogruppo pd Sebi Romeo –, lo stesso non si può dire davanti all’ormai evidente attivismo pre-elezioni di Rizzo.

IL PASSAGGIO A LEU Del resto, fanno rilevare diversi esponenti dem, che all’assessora stesse stretto il ruolo di semplice “prof” in una giunta tecnica lo si poteva ben capire alla vigilia delle ultime politiche. Rizzo, a meno di due mesi dal voto, aveva prima partecipato (insieme allo stesso Greco) alla convention nazionale di Leu (con tanto di selfie con Laura Boldrini) e poi annunciato ufficialmente il suo passaggio nella neonata formazione di Piero Grasso. Pare che, malgrado le smentite, Rizzo fosse fortemente interessata a una candidatura al Parlamento. Una volta tramontata quella ipotesi, l’assessore ha però continuato il suo lavoro sul campo nel tentativo di conquistare la poltrona di consigliere regionale nel 2019.

TUTTO PROGRAMMATO? «Oliverio – è il rimprovero di diversi esponenti della maggioranza – sapeva che quello di Rizzo non era più un profilo tecnico, ma ha deciso comunque di confermarla in giunta». Una bella grana per il governatore (a caccia di una riconferma) che dovrà trovare il modo di tenere le truppe unite nonostante tutto. Gli darà certamente una mano il suo “braccio destro” Nicola Adamo, amico di vecchia data dello stesso Greco e, si mormora, grande sponsor di Rizzo. Tutti rapporti che alimentano i dubbi degli scontenti e irrobustiscono l’ipotesi che Oliverio voglia guidare dall’esterno la nascita di una lista di sinistra a supporto della sua candidatura. E gli interrogativi si accumulano: «Che Oliverio abbia programmato tutto fin dall’inizio?»

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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