Asp di Reggio «immobile», nuova bocciatura per Brancati

L’ultimo verbale del Tavolo di verifica segnala lo stallo nel pagamento dei debiti pregressi e mette nel mirino il manager. Carenze organizzative anche a Cosenza. Scura evidenzia l’«ostruzionismo della Regione». E l’advisor Kpmg si “lamenta” per la mancata proroga

CATANZARO Giacomino Brancati, direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, “rischia” di diventare la guida burocratica della sanità calabrese. Potrebbe essere lui il nuovo manager del dipartimento Tutela della Salute. Ruolo nel quale dovrebbe occuparsi di tenere i rapporti con il commissario al Piano di rientro, Massimo Scura, e con i vertici del ministero della Salute. Al tavolo Adduce – l’organismo incaricato di tenere sotto controllo conti e procedure delle Aziende sanitarie e ospedaliere – non si sperticano certo in lodi nei suoi confronti. Anzi, «relativamente alle risorse preordinate per il pagamento del debito pregresso, rilevano la totale immobilità in particolare nell’Asp di Reggio Calabria». È questa una delle conclusioni più trancianti delle ultime due riunioni, quelle del 27 marzo e del 12 aprile scorsi.

La tabella che dà origine al commento è contenuta nell’ultimo verbale del Tavolo. E segna uno sconfortante 14% nei pagamenti effettuati in riva allo Stretto: solo 35 milioni su 252,2 milioni di risorse trasferite. La media calabrese è del 70%, e le Aziende ospedaliere di Cosenza e Catanzaro (sia Pugliese-Ciaccio che Mater Domini) raggiungono il 100%. All’Asp di Reggio – riferendosi ai ritardi contabili – «Tavolo e Comitato chiedono informazioni circa le approvazioni dei bilanci degli anni precedenti, 2013 e 2014». Documenti che si perdono nella notte dei tempi.

CONTI SENZA ADVISOR Come un disco rotto, i funzionari dei ministeri affiancanti chiedono collaborazione per tirare fuori dalle secche la Calabria e, «in merito alle notevoli criticità operative evidenziate dal Commissario, invitano nuovamente la Regione a garantire l’adeguato supporto alla struttura commissariale e a potenziare adeguatamente la struttura regionale deputata alla sanità, che risulterebbe particolarmente carente». Arrivano lamentele anche dall’advisor Kpmg, che non ha più «alcun rapporto contrattuale in corso in quanto la Regione non ha applicato l’istituto previsto della proroga» e dunque ha redatto un documento che può essere considerato «come una mera sistematizzazione di dati».
Ma quelle più pesanti le firma Scura: «L’assenza del subcommissario, la mancanza dei dirigenti di settore quali le reti ospedaliere e territoriali, gli affari generali, l’accreditamento e il bilancio; la mancanza di un supporto costante dell’Advisor per i noti problemi contrattuali dovuti alla scadenza del contratto ad agosto 2017 e non prorogato». E poi, tanto per cambiare, «un clima generale di ostruzionismo da parte della Regione e un’ostilità nei confronti del Segretariato della struttura commissariale al quale non vengono pagati emolumenti adeguati». Scura lamenta anche «l’assenza di supporto da parte di Agenas con la quale, comunque, si profila la sottoscrizione di un accordo, in data 12 marzo 2018 finalizzato al supporto ai piani di rientro aziendali».

CARENZE ORGANIZZATIVE Le contestazioni scendono di dettaglio. Il commissario spiega di aver organizzato incontri in ogni Azienda e segnala «una carenza organizzativa grave nell’Asp di Cosenza e nell’Asp di Reggio Calabria». E l’«assenza delle necessarie competenze nel settore finanziario in più aziende come l’Asp di Cosenza, l’Asp di Reggio Calabria e l’Ao di Catanzaro dove manca il direttore amministrativo e il settore finanziario è gestito di fatto da un funzionario e non da un dirigente. Inoltre l’Asp di Reggio Calabria presenta gravi criticità in ordine alla gestione degli ordinativi di pagamento/riscossione, alle regolarizzazioni delle assegnazioni giudiziarie, alla gestione dei decreti ingiuntivi». Sono Cosenza e Reggio gli obiettivi “privilegiati” degli strali di Scura: proprio le Aziende con i cui manager il governatore Oliverio ha un rapporto più stretto.
La conclusione del Tavolo di controllo sul punto è un’apertura (non la prima, per la verità) di credito a Scura che si traduce nella richiesta di «garantire l’adeguato supporto alla struttura commissariale e a potenziare adeguatamente la struttura regionale deputata alla sanità». Oltre alla sottolineatura di «un ritardo nel supporto necessario all’azione commissariale», che «non può che ripercuotersi significativamente sull’intera Calabria».

I RITARDI NEI PAGAMENTI Per adesso, il quadro contabile della sanità calabresi resta precario. Come quello delle aziende che lavorano nel settore. Stando ai dati sui pagamenti effettuati nel 2017, segnalano i ministeri, «è possibile evincere sono state liquidate fatture per 1.622 milioni di euro, di cui il 59% relativo a fatture emesse nel medesimo anno 2017, il 33% relativo a fatture emesse nell’anno solare 2016 e l’8% relativo a fatture emesse nell’anno solare 2015 e precedenti». Una distribuzione che «conferma la presenza di pagamenti molto lenti». Tavolo e Comitato rilevano che la percentuale dei pagamenti effettuati in ritardo nell’anno 2017 è pari al 57%, in diminuzione rispetto agli anni precedenti quando era stata pari a 81% nel 2015 e al 64% nel 2016. E «tutte le aziende evidenziano tempi di pagamento non rispettosi della direttiva europea sui tempi di pagamento. Nell’anno 2017 vi sono ritardi compresi tra i 28 giorni dell’Ao di Reggio Calabria e gli 802 giorni dell’Ao Mater Domini. Si evidenzia inoltre il peggioramento rispetto all’anno 2016 dell’Asp di Crotone, dell’Asp di Catanzaro, dell’Asp di Reggio Calabria, dell’Ao Mater Domini e dell’Ao di Reggio Calabria».

IL DISAVANZO Il Tavolo di verifica si ferma a riepilogare anche le cifre del disavanzo. E sottolinea che «la Regione Calabria a IV trimestre 2017 presenta un disavanzo di 99,152 mln di euro. Dopo il conferimento delle coperture, per 101,672 milioni di euro, derivanti dal gettito delle aliquote fiscali massimizzate, pari a 94,171 milioni di euro e dal conferimento di 7,501 milioni di euro quale “quota sociale” delle prestazioni socio- sanitarie presente sul Bilancio regionale 2018, il risultato di gestione a IV trimestre 2017 evidenzia un avanzo di 2,520 milioni di euro».

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it





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