Ospedale di Cosenza, l’allarme di Oliverio: «A rischio 245 milioni» – VIDEO

Il governatore lancia bordate a Occhiuto, “reo” di non aver convocato il consiglio che avrebbe dovuto individuare il sito per la nuova struttura. «Valutiamo l’idea di uscire dal perimetro della città». Rende e Castrolibero valutano la possibilità

COSENZA «Oggi siamo nella condizione di perdere il finanziamento, a causa dei continui rinvii di date da
parte del Comune di Cosenza sulla determinazione del sito». E ancora: «A questo punto dobbiamo prendere in considerazione l’ipotesi di uscire dal perimetro della città di Cosenza». Mario Oliverio parla così nella sala riunioni dell’azienda ospedaliera. Il tema è la costruzione del nuovo nosocomio. Il governatore ha sempre dichiarato di volerlo nella città dei Bruzi, ma il tempo scorre, e giorno dopo giorno la possibilità che si perdano i fondi diventa sempre più concreta. Sono 245 i milioni di euro che il governo centrale, dell’ex premier Renzi, ha messo a disposizione della Regione per la realizzazione della struttura ma la situazione di stallo con il comune di Cosenza ha spinto Oliverio a convocare le forze sociali per aggiornarli sulla possibilità che ai tecnici che hanno fatto lo studio di fattibilità vengano proposte anche alcune aree del comune di Rende e di Castrolibero.

IL CONSIGLIO COMUNALE «Sto aspettando ancora la convocazione di questo consiglio comunale – dice Oliverio -. Dovevamo farlo entro il 31 dicembre, poi entro il 7 gennaio, poi entro il 17 febbraio. Siamo arrivati alle elezioni e da allora poi l’argomento non è stato più trattato». Il via libera sulla costruzione del nuovo ospedale le due amministrazioni avevano deciso di relegarla ad una riunione di assise. Lo studio di fattibilità ha individuato quella della zona di Vaglio Lise, da sempre gradita ad Oliverio e anche a Guccione. Quando a novembre venne presentato lo studio il governatore disse che non era stata una «scelta partigiana», oggi aggiunge: «Non siamo iscritti al partito di “Ponzio Pilato”. Questo è un argomento di cui non possiamo lavarci le mani».

TRASFERTE ROMANE La convocazione d’urgenza è arrivata al termine di una riunione a Roma all’Agenzia della coesione per le risorse programmate. «Per quanto riguarda la spesa sanitaria siamo stazionari. Avremmo potuto decidere di chiudere l’accordo di programma e perdere i soldi per l’ospedale di Cosenza ma non lo abbiamo fatto», spiega Oliverio. Questi attriti, secondo quanto riferito dal governatore, ci sono solo con il Comune di Cosenza. Gli altri progetti ospedalieri soprattutto quelli di Catanzaro e Reggio Calabria sono pronti a partire e da qui un ultimatum: «Ci prenderemo un 20 giorni al massimo per integrare lo studio di fattibilità, poi procederemo. Non ci possiamo più permettere tempo da perdere. Dobbiamo mettere a bando anche la progettazione e la realizzazione».

PUNTATE PRECEDENTI E ATTORI L’ipotesi Vaglio Lise a Mario Occhiuto non è mai stata gradita. Non a caso fin dall’inizio della campagna elettorale di due anni fa ha sempre insistito nella costruzione del nosocomio sulle colline tra l’attuale Annunziata e il Mariano Santo. Terminato lo studio di fattibilità e presentato nel mese di novembre la Regione aveva individuato proprio la zona della stazione ferroviaria come quella più indicata. Dalla riunione di commissione sanità e urbanistica Oliverio ne uscì come un leone con il solo Occhiuto a fronteggiare il “lupo silano” e i consiglieri quasi increduli che il presidente della Regione si fosse mosso per loro. In molti parlarono di “sgarbo istituzionale” visto che il piano venne presentato prima alla Camera di commercio di Cosenza, ma riparato “l’errore” le cose non cambiarono.
Anche il presidente della provincia di Cosenza Iacucci insieme a Pacenza ha provato una intercessione con Occhiuto ma i risultati non sono stati positivi. Il consiglio rimane l’ultimo ruolo deputato alla scelta, ma dopo l’annuncio di Oliverio di voler “sconfinare” non è da escludere che Manna e il nuovo sindaco di Castrolibero vorranno entrare nella questione con maggiore considerazione.

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it





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