Rende si candida a ospitare il nuovo ospedale di Cosenza – VIDEO

Via libera dal Consiglio al sindaco Manna per promuovere Arcavacata quale sito per la struttura sanitaria. Mozione votata anche dalle minoranze

RENDE Passa nel consiglio comunale di Rende un documento unico in cui si dà pieno potere al sindaco Marcello Manna di portare avanti la proposta di Arcavacata come sito in cui dovrà nascere il nuovo ospedale.
La discussione in assise, richiesta dai consiglieri di minoranza, ha avuto l’effetto sperato: fornire al primo cittadino un mandato ufficiale, condiviso da tutto il consiglio, affinché la candidatura della città oltre il Campagnano non sia soltanto una carta da pescare nel mazzo della contesa che si sta disputando tra Mario Occhiuto e Mario Oliverio sul sito da scegliere nella città di Cosenza dopo lo studio di fattibilità.
Stuzzica l’idea della possibile facoltà di medicina, così come la piena e immediata disponibilità dei terreni liberi da ogni vincolo. Certo è un percorso lungo, quasi come quello della discussione che si è tenuta in consiglio, iniziata oltre due lustri fa e che ha avuto la pecca di non avere avuto dalla sua parte una classe politica forte da poter richiedere al governatore la possibilità di inserire in fase di commissione dello studio di fattibilità anche l’area che da oggi viene ufficialmente candidata.
Tutto è giustificato dal voler rispettare i «perimetri», Cosenza è capoluogo e quindi è la città in cui queste opere sono destinate, ma tutto cambia, soprattutto se si inizia a considerare la città unica in termini concreti non come entità astratta. Velatamente Marcello Manna lo lascia intendere. «Forse non si sposterà mai il palazzo di giustizia, ma la sede della Banca d’Italia è già nel nostro comune».
E quindi la direzione sembra essere proprio questa, di una zona a nord che reclama mentre Occhiuto prova a difendere la sua idea di un ospedale che debba sorgere per necessità di preservare l’area a sud, altrimenti tagliata fuori.

RENDE AUTOREVOLE Non la voce grossa, ma nemmeno la vocina. Dalla destra alla sinistra degli scranni dell’aula consiliare l’apertura del governatore regionale è vista più che come un assist come un invito a nozze. «Accettare che il nuovo ospedale sorga sulle ceneri del vecchio è una scelta incoerente». Alle parole di Massimiliano De Rose (Rende Cambia Rende) fanno eco anche quelle di Mario Bartucci che riveste il ruolo di vice presidente in consiglio provinciale. «Rende deve far sentire la sua voce, e anche la provincia si inserirà come organo amministrativo e politico». Più dure nei confronti della richiesta di consiglio comunale le parole del forzista Eugenio Aceto. «Mi aspettavo dalla minoranza una proposta concreta, tipo avviare un tavolo tecnico con gli enti che sono deputati alla scelta del sito».
Di scontro elettorale parla invece Domenico Miceli (M5s). «Ai cittadini interessa che il nuovo ospedale venga costruito e fatto nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile non dello scontro pre-elettorale che stanno facendo Oliverio ed Occhiuto».

mi.pr.





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