Catanzaro, si torna in aula. Tra polemiche e “rogne” di bilancio

Il consiglio comunale si riunisce a quasi un mese dalla seduta con Oliverio. All’odg pratiche contabili. Preoccupano i debiti. E all’orizzonte incombono già le Regionali

CATANZARO Piangono (un po’) le casse del Comune di Catanzaro, e lo conferma anche l’assestamento di bilancio che sarà al centro del Consiglio comunale di domani: per i soli debiti fuori bilancio per sentenze passate in giudicato nel primo semestre 2018 sarà necessario accantonare oltre 1,6 milioni.

IL RITORNO IN AULA Con queste premesse dunque la politica catanzarese riprende a confrontarsi, a distanza di quasi un mese dalla seduta straordinaria dell’assemblea alla presenza del governatore Mario Oliverio. Finiti gli effetti speciali, sono rimasti sul tappeto tutti i “nodi” politici e anche amministrativi a palazzo De Nobili. Lungi dall’agevolare un dibattito finalmente “alto” sulle sorti del capoluogo calabrese, il consiglio straordinario con Oliverio ha finito con l’alimentare polemiche tutto sommato sterili, nelle quali buon gioco sembra ha avuto il sindaco Sergio Abramo, protagonista di un altro “capolavoro” politico: quello di essere riuscito a mettere il cappello su una lunga serie di progetti le cui fonti di finanziamento arrivano dalla Regione a guida Pd. “Capolavoro” politico al quale, ovviamente, come in un gioco di specchi, corrisponde un “suicidio” delle opposizioni, che in occasione della seduta con Oliverio si sono ulteriormente divise e queste divisioni verosimilmente se le porteranno anche in aula domani.

IL SINDACO “DEMOCRISTIANO” Non che la maggioranza di centrodestra brilli per particolare compattezza e unità di intenti, perché anche in questo schieramento si registrano fibrillazioni dettate anche dal vento elettorale che già soffia in vista del 2019. Inoltre, il prossimo ingresso in Consiglio regionale di Claudio Parente, destinato a entrare nel gruppo di Forza Italia guidato da Mimmo Tallini, e le tensioni nel partito lametino potrebbero alterare gli equilibri in seno al centrodestra catanzarese nel quale si muove un altro big fortemente interessato alle Regionali, l’ex senatore Piero Aiello. In tutto questo quadro Abramo, che in realtà non si trova in una posizione comodissima, continua a muoversi molto “democristianamente”: aspetta segnali dai due gruppi più forti della coalizione – Forza Italia e Catanzaro da Vivere di profanazione aielliana – per procedere a un mini-rimpasto giusto per imbullonare un po’ di più, sul piano politico, la sua Giunta e i banchi della maggioranza, e non guerreggia in modo astioso con l’opposizione, soprattutto con quella di matrice Pd. E intanto “incassa” anche sul piano mediatico una serie di eventi significativi: dallo stesso Consiglio straordinario con Oliverio alla presentazione della nuova rutilante edizione del “Magna Graecia Film Festival”, con tanto di “guest star” a stelle e strisce in arrivo nel capoluogo. Se persino l’assessore regionale alla Cultura, Maria Francesca Corigliano, “fedelissima” del governatore Oliverio, si è sperticata in lodi per l’attivismo e il dinamismo del sindaco qualcosa significherà…

I “NODI” DA SBROGLIARE E dire che ad Abramo i pensieri – e i rischi – certo non mancherebbero. L’integrazione degli ospedali, alla quale il sindaco tiene moltissimo (perché ci sono un bel po’ di milioni che potrebbero andare definitivamente in fumo), è di nuovo e pericolosamente al palo, e l’attesa (e promessa) firma dello stesso governatore Oliverio ancora non c’è (ma ci sarà mai?). Sulla gestione dell’ambiente in città “ogni giorno ha la sua pena”. Sta montando, pian pianino ma sta montando, un fronte critico, guidato da “Cambiavento” del leader dell’opposizione Nicola Fiorita, che chiede con forza chiarimenti sul destino di un edificio storico del centro, l’ex scuola Maddalena, che potrebbe essere demolito nel silenzio assoluto. E poi le questioni del bilancio. I conti del Comune sono in ordine ma sono risicati sismi, come conferma la pratica dell’assestamento del bilancio all’odg del Consiglio comunale di domani: una manovra di variazione, dell’importo complessivo di 3,4 milioni, che prevede pochino. Prevede, tra le altre cose, l’inserimento del programma “Agenda Urbana”, siglato con la Regione, per un investimento di 32 milioni, un finanziamento di due milioni per la videosorveglianza in città e 1,6 milioni a per debiti fuori bilancio e 400mila per le transazioni, con queste ultime voci che saranno coperte con parte dell’avanzo di amministrazione mentre il collegio dei revisori avverte sui rischi di tenuta finanziaria per l’impatto dei debiti fuori bilancio, che ormai rappresentano un buon 80% delle pratiche di Giunta e di Consiglio.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it





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