Catanzaro, le due velocità della politica

Centrodestra litigioso ma molto attivo, a fronte di un centrosinistra che conferma un’endemica lentezza nella sua azione: sullo sfondo i posizionamenti in vista delle elezioni regionali

CATANZARO Politica a due velocità: il centrodestra litiga ma si muove, il centrosinistra litiga ma sembra immobile. È questo il quadro della situazione a Catanzaro in queste settimane che separano dal tuffo finale nella campagna elettorale per le Regionali e non solo. Nell’attesa di capire come si evolveranno anche le dinamiche dei 5Stelle, nel capoluogo in questi giorni il dibattito è di fatto monopolizzato dal centrodestra.

LA NOTA CONGIUNTA DEI COLONNELLI DEL CENTRODESTRA Dibattito che ogni giorno si arricchisce di linfa, in genere peraltro polemica. Una recente intervista del sindaco Sergio Abramo a “il Fatto Quotidiano” ha creato parecchio rumore e anche malumore nella coalizione, anche se le fibrillazioni sono state mantenute al guinzaglio e gli eventuali “panni sporchi” si stanno lavando, come suol dirsi, “in famiglia”. Che qualcosa sia successo lo si evince, quasi paradossalmente, da una nota congiunta diramata nelle ultime ore dallo stesso sindaco Abramo con i consiglieri regionali del territorio Mimmo Tallini, Baldo Esposito e Claudio Parente. Dicono, i “colonnelli” del centrodestra catanzarese, che «la maggioranza che un anno fa ha vinto, contro tutti i pronostici, le elezioni comunali di Catanzaro mantiene intatte forza e coerenza… I 20 consiglieri comunali di maggioranza continuano ad assicurare lealmente il loro sostegno a un progetto politico che mira a fare di Catanzaro l’autentico capoluogo della Calabria… La maggioranza, nonostante continue e forzate interpretazioni giornalistiche, resta ben salda e – rilevano Abramo, Esposito, Tallini e Parente – intenzionata a realizzare l’ambiziosa programmazione illustrata alla città nelle scorse settimane». Secondo Abramo, Esposito, Tallini e Parente «dal Comune capoluogo possono partire segnali virtuosi per contrastare sia l’autoreferenzialità della sinistra sia la pericolosa e inquietante demagogia populista dei Cinquestelle. Il centrodestra catanzarese darà il suo contributo sia per una svolta alla guida della Provincia di Catanzaro, chiamata al voto già nel prossimo autunno, sia per la costruzione di un’alleanza la più larga e partecipata possibile per la competizione regionale del 2019». Una nota interpretata da alcuni osservatori politici come la classica “excusatio non petita, accusatio manifesta” e che è diventata pane per i denti dei “retroscenisti”, secondo i quali l’obiettivo del centrodestra è, adesso, quello di rinserrare i ranghi e di evitare scollamenti: del resto qualche “fuga in avanti” in queste settimane, soprattutto in tema di candidature alle Regionali, hanno provocato più di una tensione, oltre a un ingolfamento del campo dei “papabili” concorrenti alla carica di governatore (dallo stesso Abramo all’ex senatore Piero Aiello, dalla parlamentare meloniana Wanda ferro a giovani emergenti come Daniele Rossi) che rischia di portare Catanzaro in rotta di collisione con le altre realtà calabresi. E poi bisognerà fare i conti con la Lega, la vera novità nel campo del centrodestra anche catanzarese: e la Lega ha già fatto capire che chi la considera una “comparsa” in vista degli appuntamenti elettorali si sbaglia e pure di grosso.

CENTROSINISTRA ANCORA AI BOX In ogni caso, il dato può essere letto anche sotto un’altra angolazione, quella per cui comunque il centrodestra catanzarese conferma l’ormai collaudata capacità di “stare sul pezzo” e di occupare gli spazi, e questo lo conferma anche il fatto che nei giorni scorsi, in gran segreto, gli stessi consiglieri regionali di centrodestra, insieme ad Abramo, si sarebbero intrattenuti con il commissario alla sanità Massimo Scura perché starebbero lavorando a una nuova bozza di legge sull’integrazione tra le aziende ospedaliere della città, di fatto “monopolizzando” il tema anche a causa delle divisioni e delle lentezze del centrosinistra: su questo aspetto dell’integrazione infatti il presidente della commissione antimafia regionale Arturo Bova, di Articolo 1 Mpd, ha giocato d’anticipo presentando nelle scorse setitmane un testo normativo ma senza trovare la condivisione dei colleghi, soprattutto di quelli di centrosinistra come Enzo Ciconte e Tonino Scalzo. E probabilmente sono proprio le incertezze che riguardano la traiettoria del centrosinistra e soprattutto del Pd a livello regionale a “zavorrare” lo schieramento anche a Catanzaro, con un grado di iniziativa politica praticamente fermo. Al Comune resta la scarsa sintonia tra i due gruppi nei quali si è diversificata l’opposizione al centrodestra di Abramo, nel Pd poi si registrano fibrillazioni e prese di posizione che non aiutano a fare chiarezza: la scelta di Tonino Scalzo di lasciare il gruppo democrat alla regione non potrà non avere effetti, inoltre molti si attendono uno “strappo” analogo anche da parte di Ciconte, che però in più occasioni pubbliche ha smentito le voci di un suo percorso extra Pd. Intanto, ci sono gruppi che si stanno muovendo e battendo il territorio in molto del tutto autonomo, come quello che fa riferimento al capogruppo comunale di “Fare per Catanzaro”, Sergio Costanzo, pronto – si dice – a correre da solo già alla prima finestra elettorale utile. E poi c’è tutto un mondo “sommerso” che – nel più classico stile catanzarese – si dipana per linee trasversali tessendo la tela per un terzo polo da mettere in campo alle Regionali. E’ sicuramente ancora presto per avere un quadro politico più definito, ma intanto mercoledì 25 luglio è in programma una seduta del consiglio comunale, che qualcosina in più potrebbe anche dirla…

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it







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