Il Crotone non potrà giocare allo Scida. Ma il sindaco promette battaglia

Il Gruppo operativo per la sicurezza ha sospeso l’agibilità dello stadio prendendo atto del diniego della Soprintendenza alla richiesta di proroga. Pugliese: «La squadra deve giocare, costruiremo gli spogliatoi da un’altra parte»

CROTONE Nuovi ostacoli per l’uso dello “Scida”. Stamattina il Gruppo operativo sicurezza, riunitosi in prefettura, non ha concesso l’autorizzazione ad utilizzare lo stadio di Crotone. Si tratta di questioni prettamente amministrative legate alla vicenda della richiesta di smantellamento delle strutture mobile da parte del soprintendente ai Beni archeologici Mario Pagano, responsabile anche della provincia di Crotone. Quella situazione, secondo quanto è stato possibile apprendere, ha avuto ripercussioni anche sulla decisione del Gos, che stamattina ha espresso parere negativo sull’uso della struttura sportiva. Se nei prossimi giorni non si troverà una soluzione il Crotone dovrà giocare le partite casalinghe, a partire dal prossimo 2 settembre, nello stadio di un’altra città. Le tribolazioni per la società, che punta a un ritorno immediato nel campionato di serie A, non finiscono nemmeno in serie B.
All’incontro con il Gos, tenutosi questa mattina in prefettura, hanno partecipato, oltre ai rappresentanti della prefettura e delle forze dell’ordine, il dirigente dell’Urbanistica-Lavori pubblici del Comune di Crotone, Giuseppe Germinara, l’assessore comunale allo Sport, Giuseppe Frisenda, e una delegazione della società di calcio del Crotone. La speranza che si possa trovare una soluzione praticabile c’è, ma non è a portata di mano.

IL SINDACO: «FAREMO DI TUTTO PER GARANTIRE L’AGIBILITÀ «Il Mibact ci deve dire quello che vuole fare, perché noi siamo pronti a perseguire ogni strada per garantire l’agibilità dello stadio alla squadra». Lo ha detto il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, intervenendo sulla vicenda dello “Scida”, in seguito alla decisione assunta dal Gruppo operativo sicurezza. «Il Crotone – ha detto Pugliese – dovrà giocare le partite casalinghe allo “Scida” e la soluzione da praticare va trovata». Il sindaco di Crotone non esclude la possibilità di smantellare le strutture mobili costruite due anni fa, al momento della storica promozione in serie A del Crotone. «Vuol dire – ha aggiunto Pugliese – che costruiremo gli spogliatoi da un’altra parte». Attualmente gli spogliatoi e i servizi igienici sono allocati sotto la tribuna mobile, che il Mibact vorrebbe fosse smantellata, perché sotto ci sono resti archeologici di grande valore. La tribuna mobile, però, non ha danneggiato i resti, secondo studi fatti realizzare appositamente. Non ci sono nemmeno i fondi per effettuare scavi e portare alla luce i reperti. Nonostante questo, Pugliese dice di «non scartare l’ipotesi di avviare la campagna di scavi (forse pensa ai fondi Antica Kroton, ndr) per rendere fruibili i tesori archeologici ai tifosi delle altre squadre che verranno in trasferta a Crotone». «In questo caso – chiarisce Pugliese – il campo sportivo resta dove si trova attualmente». Qualche mese fa l’amministrazione comunale e la società di calcio hanno avviato le procedure per costruire un nuovo stadio in un altro sito. L’avvio delle procedure doveva servire a convincere il Mibact a concedere una nuova autorizzazione ad utilizzare lo stadio per altri tre anni, anche con le strutture mobili costruite due anni fa. Il Mibact non ha voluto sentire ragioni ed ha intimato lo smantellamento e oggi il Gos, stante la situazione, ha negato l’autorizzazione all’uso della struttura sportiva. L’eventuale smantellamento delle strutture mobili richiederebbe un consistente impegno di spesa: circa 300mila euro.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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