Regionali, Centinaio lancia la sfida della Lega: «Vogliamo vincere»

Il ministro dell’Agricoltura traccia la rotta per le prossime elezioni: «Non vogliamo solo partecipare». Ma le alleanze sono ancora da stabilire: «Decideranno i leader». Passaggio dedicato a San Ferdinando: «Basta schiavitù» – VIDEO

LAMEZIA TERME Per spiegare obiettivi e strategia da mettere in atto in Calabria, la Lega si affida alle parole di De Coubertin, recitate per l’occasione dal ministro Gian Marco Centinaio: «A me non interessa partecipare, io voglio vincere». Il riferimento non è certo allo sport, bensì alle Regionali del 2019, il banco di prova per capire se davvero Matteo Salvini e la nuova Lega saranno in grado di trasformare una formazione ex secessionista in un partito davvero nazionale. Centinaio arriva in Calabria, a Lamezia Terme, e fissa il target: «Alle prossime elezioni voglio vincere». Non importa come, o con chi. E infatti il titolare del dicastero all’Agricoltura non si sbilancia. La Lega correrà da sola? Rinnoverà il patto con il centrodestra o riproporrà lo schema di governo con il Movimento 5 stelle? «Le alleanze – spiega – le decideranno i leader, io sono solo un ministro».

SFONDAMENTO A SUD La visita di Centinaio, che segue quella ferragostana di Salvini a San Luca, rientra in una precisa strategia: radicare il partito anche a Sud, dopo i risultati più che incoraggianti ottenuti alle ultime Politiche. Un obiettivo da raggiungere tramite i mezzi di propaganda ormai cari alla Lega: presenza continua nel territorio e marketing politico spinto. E se Salvini ama (ma non in estate) sfoggiare felpe con il nome della città in cui tiene i comizi, il ministro opta per un meno appariscente bracciale blu con una dicitura bianca: «Calabria».

I BENI A RISCHIO Per la Lega è un momento cruciale. Per oggi era prevista la sentenza del Riesame di Genova sui 50 milioni di fondi pubblici che rischiano di essere confiscati. La decisione è stata rinviata a domani, ma Centinaio non è ottimista: «Per come si è comportata la magistratura sono abbastanza preoccupato».
Salvini è comunque da tempo al lavoro per cambiare nome (“Lega nazionale” o “Lega delle leghe”) e assetto per far nascere un partito unico, in cui confluirebbero la vecchia Lega, radicata soprattutto nelle regioni settentrionali, e i movimenti “Noi con Salvini”, fioriti in tutte le realtà del Sud. I sondaggi dicono che il percorso seguito è quello giusto: il partito verde avrebbe superato la soglia del 30% e realizzato il sorpasso sugli alleati di governo, il M5S. Con cui, specifica Centinaio, c’è pieno accordo: «Nel momento in cui si ragiona per il bene e il futuro del Paese e per rispettare il contratto di governo e le promesse fatte agli elettori, l’obiettivo è il risultato».

CAPORALATO: «BASTA SCHIAVI» Inevitabile, per il ministro, un passaggio su San Ferdinando e i migranti sfruttati per la raccolta delle arance: «Da italiano non voglio vivere in uno Stato dove ci sono schiavi. Farò di tutto affinché in agricoltura non ce ne siano più. Ma non è un problema dell’agricoltura, da noi, al Nord, c’è anche nell’edilizia. Il problema è che ci interessiamo del caporalato solo d’estate o solo quando succede qualcosa. Il mio obiettivo è invece tenere alta l’attenzione».
La legge sul caporalato, varata nella scorsa legislatura, finora non sembra aver dato le risposte auspicate: «In provincia di Foggia – dice Centinaio – su 33mila aziende agricole solo 4mila hanno aderito al registro delle imprese contro il caporalato. Quindi c’è qualcosa che non va. Forse avere degli schiavi serve a qualcuno, ma certo non serve al sistema Italia».

LA CALABRIA AGRICOLA L’incontro di Lamezia, cui seguiranno quelli di Tropea e Diamante, è ovviamente centrato sull’agricoltura regionale e sulle sue potenzialità di sviluppo. «Avevo poca conoscenza della Calabria agricola», ammette il ministro. «A Pavia c’è una folta comunità calabrese e, quando sono diventato ministro, alcuni amici mi hanno fatto un po’ di tutoraggio e insegnato a conoscerla meglio. L’obiettivo è di tornare spesso perché voglio dare quelle risposte che l’agricoltura e il turismo calabrese meritano».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto