Quote rosa non rispettate, cambia la giunta di Petilia

Dopo che la presidente della commissione regionale di Parità ha fatto ricorso al Tar il sindaco Nicolazzi ha sostituito un assessore

CROTONE Mancano le donne nella giunta comunale di Petilia Policastro, nel Crotonese, e, dopo che la presidente della commissione regionale di Parità, Tonia Stumpo, ha impugnato l’atto di nomina davanti al Tribunale amministrativo regionale della Calabria, il sindaco procede subito ad una modifica dell’esecutivo. Nel dispositivo depositato al Tar Calabria l’avvocato Giuseppe Pitaro, che rappresenta Stumpo e altre nove donne, chiede «l’annullamento previo sospensione» dei decreti con i quali il sindaco di Petilia Policastro ha proceduto, lo scorso 18 giugno, alla nomina della giunta comunale. Amedeo Nicolazzi era stato rieletto sindaco «nelle elezioni amministrative svolte nella giornata di domenica 10 giugno. A distanza di otto giorni dalla sua rielezione ha proceduto alla nomina di quattro assessori: Francesca Costanza, Vincenzo Ierardi, Francesco Daniele e Mario Porchia. Una nomina, come viene evidenziato nel ricorso al Tar, avvenuta «in evidente violazione dell’articolo 1 comma 137 della legge n. 56/2014, che impone che nelle Giunte dei comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti (tra cui rientra Petilia Policastro, 9.267 abitanti secondo il censimento generale del 2011) nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico». Nicolazzi, appresa la notizia del ricorso, ha subito proceduto alla sostituzione di un assessore con una rappresentante donna: esce Mario Porchia e il suo posto viene preso da Vanessa Garibaldi, già presidente del consiglio comunale. Garibaldi si è dovuta dimettere dalla carica di presidente del Consiglio e ora gestirà la delega di assessore alla Pubblica istruzione.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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