Nuove tensioni nel Pd, Richetti attacca Oliverio: «È un capobastone»

L’ex portavoce di Renzi dalla Gruber: «Stanco dei notabili che decidono la vita del partito». Romeo replica: «Si vergogni, vuole costituire una banda»

CATANZARO Matteo Richetti attacca Oliverio e scatena una nuova lite nel Pd. L’ex portavoce di Renzi, ospite della trasmissione de La7 Otto e mezzo, ha detto che il Partito democratico «non può ripartire da capibastone come De Luca e Oliverio». Richetti, intervistato da Lilli Gruber, ha spiegato di essere «stanco di girare l’Italia e di vedere i notabili che si fanno i pacchetti di tessere e poi decidono della vita del partito».
A stretto giro è arrivata la replica del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Sebi Romeo: «La straordinaria Piazza del Popolo di domenica scorsa ha urlato “unità, unità, unità” e, dopo le conclusioni di Maurizio Martina, apprezzato soprattutto per aver detto alla comunità democratica “abbiamo capito, dateci una mano», a parole molti dirigenti si sono affrettati a dirsi d’accordo. Ieri, Matteo Richetti, dopo avere annunciato la sua candidatura a segretario nazionale del Partito democratico, inizia la campagna congressuale attaccando due governatori del nostro partito che, se non sbaglio, dovrebbe essere anche il suo. Così facendo si pone chiaramente sul piano dello scontro interno, non sulle idee, ma sui nomi, tradendo immediatamente la richiesta e lo spirito di un popolo che vuole ripartire».
«Evidentemente – ha detto ancora Romeo –, l’ex portavoce del nostro partito vuole costituire una banda e non lavorare a unire ciò che oggi, purtroppo, è in frantumi. Mario Oliverio è un uomo delle istituzioni, un prestigioso dirigente politico della sinistra calabrese e del Mezzogiorno che ha sempre goduto di ampia stima e consenso popolare e che i capibastone li ha combattuti e li combatte. Richetti si vergogni per affermazioni infondate ed estranee alla cultura politica della nostra comunità».







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