Sculco diserta la Festa dell’Unità. Ma il Pd la critica per l’accordo con Oliverio

Non parteciperà alla convention di Rogliano. Intanto alcuni dem di Crotone rifiutano il suo patto con il governatore

CROTONE La consigliera regionale Flora Sculco non parteciperà alla festa dell’Unità della Calabria, in programma a Rogliano. È stata inserita dagli organizzatori dell’evento tra i relatori al dibattito “Le donne sono già maggioranza nella giunta regionale, ora una legge per la prima presenza paritaria in Consiglio”, previsto per le 18.30 del 12 ottobre prossimo. Ovviamente non indica le ragioni di questa scelta e rifiuta, anche se con grande garbo e cortesia, l’intervista che le è stata proposta. Ridendo invita il giornalista a scrivere che «la scelta di non partecipare è dovuta al fatto che sulla locandina il suo nome è stato scritto in corsivo a differenza di Enza Bruno Bossio e Pina Picerno che, invece, è stato scritto in grassetto». La sua partecipazione alla festa regionale del Pd era stata fortemente criticata da esponenti democrat del Crotonese, che non considerano la Sculco un’alleata. Di lei dicono che è con il Pd alla Regione e contro il Pd a Crotone, dove c’è una parte del partito che soffre la vicinanza di Oliverio al movimento della famiglia Sculco unitamente al comportamento del gruppo consiliare dei democrat, che spesso mantiene la maggioranza al sindaco Ugo Pugliese, che non può più contare su alcuni dei consiglieri eletti nelle liste che lo hanno sostenuto. Proprio oggi è stato diffuso un documento a firma, tra gli altri, di Peppino Vallone, Sergio Contarino, Rosanna Barbieri, Emanuela Asteriti, Vincenzo Mano e Vincenzo Scalera nel quale si legge che «a due anni dalle amministrative regna la confusione tra i gruppi presenti in consiglio comunale». Tra le righe c’è anche un duro attacco al governatore della Calabria, Mario Oliverio: «Crotone è praticamente inesistente nel panorama socio sanitario e politico calabrese».
Questa parte del Pd non condivide l’accordo tra Oliverio e Sculco e scrive che «il Pd non può e non deve confondersi con la coalizione che avendo vinto le elezioni ha il diritto di governare». A fare confusione sui ruoli che deve avere il Pd rispetto a chi ha vinto le elezioni sono «le due figure che avevano il compito di fare da raccordo tra la città ed il territorio». Si tratta, come viene chiaramente evidenziato dal documento, della segretaria cittadina, Antonella Stefanizzi, e del segretario provinciale, Gino Murgi. Stefanizzi «non è mai stata in campo se non in alcune sortite estemporanee, rimanendo inerme». Murgi, invece, «è rimasto assente sui grandi temi, finendo per risultare sterile in quel ruolo di opposizione che gli elettori hanno assegnato al Pd». Questo gruppo ha deciso di «assumere una posizione pubblica» per uscire dalla situazione di anonimato. Sono i miracoli che avvengono quando si incominciano i balletti per la composizione delle liste. Sullo sfondo ci sono le elezioni regionali.

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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