Catanzaro, l’appalto per la piscina e le inadempienze

Il consigliere comunale Celia presenta un’interrogazione in merito alla gara per la concessione della struttura di Pontepiccolo. «Dopo 11 mesi condizioni fatiscenti»

CATANZARO È stata protocollata quest’oggi un’interrogazione del consigliere comunale Fabio Celia in merito alla gara d’appalto per la concessione della gestione della piscina comunale V. Caliò indirizzata al sindaco di Catanzaro, al presidente del consiglio comunale ed all’assessore comunale allo sport. Nello specifico Celia chiede chiarimenti ufficiali su quelli che sono stati i criteri di assegnazione della gestione, che all’evidenza dei fatti, risulta essere inadempiente.
Nell’interrogazione il consigliere comunale di “Fare per Catanzaro” pone in evidenza i fatti partendo dall’assegnazione dell’appalto di gestione avvenuto il 4 settembre 2017 a favore della Asd Calabria Swim Race. «La soglia minima di sbarramento – scrive Celia nella sua interrogazione – era prevista con punti 40 per accedere ad un’ultima fase di offerta economica e l’aggiudicatario è stato ammesso con quota 41. A far la differenza sono stati 5 punti assegnati alla voce “tempi di esecuzione dei lavori proposti”, senza i quali l’Asd Calabria Swim Race non sarebbe neppure stata ammessa non raggiungendo evidentemente la soglia limite. Dai documenti in mio possesso (computo metrico, progetto e dichiarazione del presidente) risulta che i lavori proposti sarebbero stati completati in 180 giorni a decorrere dalla data di consegna dell’impianto, che è avvenuta il 15 novembre 2017. I lavori dovevano essere ultimati entro il 15 maggio 2018. Ad oggi, dopo 11 mesi, la piscina V. Caliò dovrebbe apparire completamente ristruttura ed offrire un servizio di altissima qualità, sempre in riferimento a quanto previsto dall’assegnazione dell’appalto di gestione dell’impianto. Eppure, per mia constatazione personale, la piscina è assolutamente in condizioni fatiscenti». Celia chiede conto ora al sindaco Sergio Abramo e alla sua amministrazione di relazionare urgentemente su quali siano state le procedure di controllo o verifica degli obblighi/adempimenti previsti, essendo la piscina del quartiere Pontepiccolo, è bene ricordarlo, un bene pubblico. «Questa mia interrogazione – conclude Celia – rivendica un’urgente e chiara presa di posizione dell’amministrazione comunale, essendo palesemente davanti ad un’inadempienza spregiudicata, che evidenzierebbe ai catanzaresi, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’arroganza e la superficialità con le quali questa amministrazione gestisce il bene pubblico. L’80% dei lavori non è stato assolutamente realizzato, sono passati 330 giorni rispetto ai 180 concordati. Questa è la realtà dei fatti alle quali dare risposte immediate. Perché questa maggioranza continua a gestire tutto con la superba convinzione di esserne padrone. Da consigliere comunale non starò a guardare, non è più tollerabile questo abuso nei confronti dei cittadini. Amministrare significa realizzare servizi, fare politica vuol dire occuparsi dell’interesse comune. Purtroppo, in appena un anno, prendo atto che Abramo e la sua amministrazione di far questo non ne hanno per nulla intenzione. Il motivo è la loro ormai nota manifesta incapacità».





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