IN PRIMO PIANO | «La sanità calabrese è malata di schizofrenia»

Intervista a Gianluigi Scaffidi su l’altroCorriere Tv. «Non c’è una programmazione seria, si ragiona giorno per giorno. E gli scontri li pagano i cittadini» – LA PUNTATA

LAMEZIA TERME «Di cosa è malata la sanità calabrese? Di schizofrenia. Un continuo tutti contro tutti in cui manca una programmazione seria e una linea decisa. Si ragiona giorno per giorno, sulla pelle dei cittadini». Gianluigi Scaffidi conosce benissimo i meccanismi e gli “attori” di un settore che attira da sempre appetiti enormi, economici e politici, e monopolizza (o quasi) il bilancio regionale. Sindacalista dell’Anaao-Assomed, è un tecnico che supporta alcuni parlamentari del Movimento Cinquestelle nelle loro iniziative sulla sanità. Oggi alle 14 e questa sera in replica alle 21, la sua intervista a “In Primo Piano” andrà in onda su l’altroCorriere Tv (canale 211 del digitale terrestre). Scaffidi parte dal presupposto di una mancanza di idee da parte dei veritici – in primis il commissario Massimo Scura –, ma non salva neppure la politica regionale. «Il consiglio regionale – dice – non sa neppure quali sono le proprie prerogative nel campo della sanità». Nel frattempo due direttori generali (Frank Benedetto dell’Asp di Reggio Calabria e Sergio Arena dell’Asp di Crotone) si sono dimessi: «E dovrebbero essere sostituiti subito, visti i motivi alla base delle loro dimissioni. Ma dubito che Oliverio lo farà così in fretta». 
È difficile muoversi nel contesto di una sanità balcanizzata come quella calabrese. Che il commissario Scura considera gravata da pressioni spesso insostenibili: «Ed è vero – dice ancora Scaffidi –. Però quando si fa riferimento a queste pressioni, mi aspetto anche che si facciano nomi e cognomi. E si proceda a denunce davanti alle Procure, altrimenti è solo propaganda». Cosa cambierà con il nuovo governo è presto per dirlo. Intanto Scura resta al suo posto mentre la sanità è governata da un ministro del M5S: «Il governo, prima di sostituirlo, ha varato una norma che rendesse di nuovo incompatibili le figure di governatore e commissario alla Sanità. Quando quella norma sarà convertita in legge si potrà procedere alla nomina del nuovo commissario. Certo, avrebbero potuto affiancargli due sub-commissari per controllarne l’operato…».





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