Stato e politica: il parterre romano per l’ex ministro

di Paolo Pollichieni

ROMA Lucia Annunziata lo rileva subito: «In questa sala ci sono più magistrati, prefetti, questori, diplomatici, vertici delle varie forze di polizia che non politici e giornalisti».
E in effetti a volerli citare tutti, i big del sistema sicurezza e del circuito diplomatico, porterebbe via tanto tempo. Le vere star della serata restano, comunque, il capo della polizia, Franco Gabrielli, e il procuratore della repubblica della Capitale, Giuseppe Pignatone, accompagnato dall’aggiunto Giuseppe Prestipino.
In prima fila, tra gli “osservatori” esterni al Pd si segnalava il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. Aveva a fianco Massimo D’Alema: pace fatta con il suo ex delfino che, nel libro, non dimentica di riconoscergli di averlo lanciato sulla scena politica nazionale, prima affidandogli la segreteria nazionale organizzativa e, successivamente, volendolo come sottosegretario alla presidenza nella stagione che vide il “Leader Maximo” coprire il ruolo di premier. Di quella stagione era in sala un altro reduce, Claudio Velardi.
E sempre in prima fila, c’era anche l’ex premier Paolo Gentiloni, per molti un segnale di appoggio alla possibile candidatura di Minniti a segretario nazionale. Anche per questo Gentiloni è arrivato in compagnia dei suoi “colonnelli” romani, primo fra tutti l’onorevole Fioroni. Di questa ultima stagione di governo c’era anche la testimonianza della ministra Fedeli e del sottosegretario alla giustizia Gennaro Migliore.
E Renzi? Matteo non c’era ma il pattuglione renziano era presente al gran completo, guidato da due fedelissimi del calibro di Lorenzo Guerini e Francesco Bonifazi. Non c’era Luca Lotti, e la sua assenza non sembra abbia creato grandi dispiaceri… anzi.





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