Crotone, l’affondo dell’ex sindaco: «L’amministrazione si assuma le responsabilità»

Peppino Vallone replica alle accuse di Pugliese e Proto sui rilievi della Corte dei conti. «Non è stato fatto nulla per pulire il bilancio da situazioni di passività»

CROTONE «Ogni volta che l’amministrazione comunale di Crotone fa controdeduzioni alla Corte dei conti peggiora la situazione dell’ente, sarebbe meglio che decidesse di incaricare un professionista di provata esperienza del settore finanziario». A parlare è l’ex sindaco della città pitagorica Peppino Vallone, che stamane ha tenuto una conferenza stampa nella sede provinciale del Partito democratico per replicare alle accuse dell’attuale sindaco Ugo Pugliese e dell’assessore al Bilancio, Benedetto Proto. La vicenda è quella dei rilievi sollevati dalla Corte dei conti relativamente ala situazione finanziaria del Comune. La magistratura contabile ha bloccato le attività economiche del Comune, partendo dalla situazione del consuntivo 2015 (giunta Vallone) approvato nell’estate del 2016 dal consiglio comunale (amministrazione Pugliese). Nel suo ragionamento Vallone parte proprio dal consuntivo del 2015 e ricorda che, relativamente, a quell’anno finanziario è entrato in vigore “la norma della contabilità armonizzata”. Il Comune non potevano più mettere in bilancio somme relative ad entrate non esigibili. Sino al 2015 il Comune avevano approntato i bilanci mettendo, in entrata, somme non esigibili per cui a consuntivo avevano sempre bilanci in rosso. Anche il Comune di Crotone si è adeguato a quella situazione.
Nel 2017, poi, il governo Gentiloni ha dato la possibilità ai Comuni di praticare una nuova armonia nei bilanci cancellando i debiti. «L’amministrazione Pugliese – ha detto Vallone – non ha fatto nulla per pulire il proprio bilancio da situazioni di passività». Se lo avesse fatto, secondo Vallone, non ci sarebbero stati i rilievi della Corte dei conti. Vallone ha ricordato, poi, che al momento dell’approvazione del bilancio consuntivo l’assessore Proto ha detto che «i conti ereditati dalla precedente amministrazione erano in regola». Regolarità che è stata anche certificata dai Revisori dei conti.
Il collegio dei Revisori dei conti, invece, «non si è espresso positivamente sul bilancio del 2017 interamente riconducibile all’attuale amministrazione». Mentre parlava, Vallone tirava fuori i documenti per dimostrare che aveva le prove di quanto andava affermando. L’ex sindaco ha parlato di scorrettezza amministrativa dell’attuale sindaco, che ignora che vi sia la continuità amministrativa a regolare le attività di ogni ente.
«Dopo due anni e mezzo – ha detto – Pugliese non può venire a dire che la colpa è di Vallone». Debiti fuori bilancio ne sono stati fatti, ma in gran parte sono riconducibili al fallimento della Soakro. La sua amministrazione, con il bilancio già approvato, ha dovuto gestire il sistema idrico integrato e gli interventi sono stati fatti con i debiti fuori bilancio. Non trova giustificazione, invece, il ricorso ai debiti fuori bilancio dell’attuale amministrazione. Secondo Vallone, spesso, «prima si fanno gli interventi e poi si approvano le delibere». Porta ad esempio la questione della società in house Crotone sviluppo a cui sono stati assegnati 400.000 euro. La delibera di assegnazione è del mese di novembre, ma Crotone sviluppo ha potuto pagare spese a partire dal mese di gennaio precedente. Tutte queste situazioni anomale sono dovute anche alla decapitazione dei dirigenti. L’attuale amministrazione ha fatto fuori tutti i dirigenti senza avere prima preparato i sostituti. «È successo così – ha sottolineato Vallone – che è stato defenestrato il dirigente del settore finanziario, di lunga e provata esperienza, ed è stato sostituito con un funzionario, responsabile del settore tributi, che non aveva fatto esperienze di bilancio».
Una battuta finale l’ex sindaco l’ha fatta anche sui fondi Ici che arrivano dall’Eni. Intanto ha ricordato che la pratica è stata avviata dalla sua amministrazione, in tempo per non perdere un’annualità. Gli uffici al tempo hanno lavorato anche di sabato e domenica e il Comune aveva chiesto 21 milioni e l’attuale amministrazione ha sottoscritto una transazione facendo qualche sconto all’Eni. Vallone ha chiuso invitando l’attuale amministrazione «ad assumersi le responsabilità delle cose che fanno».

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it





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