Wenders torna per intervistare Papa Francesco e Mimmo Lucano

Il regista torna sulla vicenda Riace a 9 anni dalle riprese de “Il volo”, alla ricerca del piccolo Ramadullah che nel film faceva volare gli aquiloni e oggi dovrebbe avere 20 anni. Tanta solidarietà per l’ex sindaco anche dal mondo della musica

ROMA «Oggi ho ricevuto una telefonata dallo staff di Wim Wenders. Dopo avere girato il cortometraggio Il Volo, dedicato all’esperienza di accoglienza di Riace, vuole intervistare me, Papa Francesco e Ramadullah, il bambino afgano sopravvissuto alla guerra che fabbricava aquiloni e li faceva volare nel cielo di Riace come simbolo di libertà». lo dice all’Ansa, Domenico Lucano, sindaco sospeso del comune calabrese. «Ho perso le tracce di questo bambino. Non so in che parte del mondo si trovi… Lo porto sempre nel cuore. È un piccolo uomo – spiega – che ha vissuto il dramma della guerra e ne raccontò già in passato gli orrori a Wenders». Il film Il Volo venne girato 9 anni fa, finanziato dalla Regione Calabria. Allora protagonisti erano Mimmo Lucano e il piccolo Ramadullah, bimbo rifugiato che arrivava dal Pakistan e che oggi dovrebbe avere 20 anni. La solidarietà da parte di molti personaggi di spettacolo, a partire da Beppe Fiorello, protagonista della fiction di Rai1 su Mimmo Lucano (la cui messa in onda è stata sospesa), è forte. «Mi sono emozionato – dice Lucano – quando mi hanno chiamato per dirmi che l’ex cantante dei Nomadi, Danilo Sacco, si era interessato a me. Mi ha scaldato il cuore», racconta mentre gli squilla il telefono con la suoneria di Ti lascio una parola (Goodbye) dei Nomadi cantata proprio da Sacco. «Oggi più che mai – gli fa eco il cantante – c’è bisogno di qualcuno che dia una mano, che proponga una soluzione, che si muova. C’è assuefazione alla paura e all’indifferenza, ma gli italiani non sono così. Il messaggio del mio album “Garde” è che bisogna essere curiosi, muoversi e avere voglia di migliorare le cose. Dobbiamo essere informati e curiosi – conclude Sacco – perché la disinformazione è il primo passo verso la distruzione della democrazia e del libero pensiero».





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