La Fil ribatte a Scura: «Ha fallito, se ne faccia una ragione»

Prosegue la polemica sui vertici dell’Asp di Reggio. Martorano: «L’Ispettorato per la funzione pubblica della Presidenza del Consiglio ci dà ragione»

REGGIO CALABRIA «Al commissario Scura proprio non va giù che qualcuno, finalmente, lo inchiodi alle proprie responsabilità. Per questo si lascia andare ad esternazioni a dir poco fantasiose, sia quando parla di una “contesa tutta sindacale tra Uil e Fil di Reggio Calabria”, sia quando continua ad argomentare su scelte che se prima potevano dirsi “discutibili” oggi possiamo affermare, senza tema di smentita, essere state fatte in spregio alla normativa vigente». Così il segretario generale della Fil, Giuseppe Martorano, controreplica alle dichiarazioni (le potete leggere qui) con cui Massimo Scura ha risposto ai rilievi della Uil reggina che hanno portato all’intervento dell’Ispettorato per la Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri (qui la notizia). La questione riguarda l’«autonomina» di Scura alla guida dell’Asp di Reggio e gli incarichi di direttore amministrativo e sanitario della stessa azienda.
«La Fil – sostiene Martorano – ha da subito rintracciato, nella nomina della dott.ssa Tripodi quale direttore Sanitario dell’Asp di Reggio Calabria, una evidente carenza sia nei requisiti dichiarati all’atto della partecipazione all’Avviso regionale (artt. 7 e 8 Dlgs 39/2013) sia successivamente alla sua partecipazione alle recenti elezioni politiche come candidata: rilievi da noi mossi personalmente al commissario Scura e, su suo invito, riproposti al Governo regionale prima e all’Anac poi, senza tuttavia avere per lungo tempo alcuna risposta. Tantomeno la risposta, tardiva e contraddittoria, dell’Anac nazionale ha ridimensionato la portata delle nostre argomentazioni visto che la stessa Autorità rimandava al Governo e al Parlamento un riesame della Legge 39/2013 nella parte relativa agli artt. da noi invocati».
«Dobbiamo dunque ringraziare “l’esperta romana della funzione pubblica” che – prosegue il segretario della Fil – in risposta ad una nostra istanza è finalmente intervenuta a far chiarezza, dandoci pienamente ragione. Per non parlare della “autonomina” del commissario Scura quale Soggetto attuatore dell’Asp di Reggio Calabria, alla quale ci siamo immediatamente opposti segnalando alle Autorità competenti non solo l’evidente conflitto di interessi che si veniva a creare (visto che di farsa si tratta, per dirla alla Totò “chi controlla il controllore?”) ma anche la palese violazione dell’art.4 della L.222/2007 che decreta l’incompatibilità della nomina quale Commissario ad Acta con qualsiasi altro incarico istituzionale presso la Regione commissariata».
«Il commissario Scura deve farsene una ragione: non solo ha mancato completamente gli obiettivi che gli erano stati affidati dal Governo, in particolare quello al punto 16 del suo incarico che prevedeva il Piano di rientro dell’Asp di Reggio Calabria, ma ha di fatto contribuito – è la conclusione del segretario della Fil – a peggiorare la situazione della sanità regionale, insistendo con protervia su un cammino che ci ha condotti ad essere il fanalino di coda europeo in tema di sanità pubblica. Questo è il risultato del suo operato e non può essere smentito o sminuito da una serie di iperbole e paradossi legislativi che poco interessano ai cittadini calabresi, stanchi di dover cercare altrove una sanità efficace ed efficiente».







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