Precari, regalo di Natale della Regione: stabilizzati 4 “estranei”

I lavoratori da assumere dovevano essere 287. Ma una delibera della giunta Oliverio li ha fatti diventare 291. Sono stati aggiunti alcuni consulenti esterni arrivati per chiamata diretta. E che non hanno niente a che fare con gli “ex legge 28”

CATANZARO Dovevano essere 287 ma, come per magia, sono diventati 291. Quattro in più. Di chi parliamo? Dei lavoratori che, grazie al nuovo accordo siglato tra Regione e sindacati, messo nero su bianco in una proposta di legge della giunta, dovrebbero essere stabilizzati a partire dell’1 gennaio 2019.
Sono i cosiddetti precari della “ex legge 28”, da circa 20 anni in servizio negli enti pubblici calabresi e alla disperata ricerca di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Lo scorso 10 dicembre la giunta Oliverio, con una deliberazione, ha approvato la proposta che dovrebbe diventare legge prima del nuovo anno, cioè nel corso della seduta del consiglio regionale già in programma per mercoledì 19.
Solo che i numeri non tornano. Perché i lavoratori da assumere – così come annunciato dallo stesso Oliverio e dall’assessore al Lavoro Angela Robbe – dovrebbero essere 287, non 291 come riportato dalla delibera dell’esecutivo.
Cosa è successo? È successo che, assieme ai precari storici della pubblica amministrazione, i cui contratti scadranno il 31 dicembre 2018, la giunta ha incluso nel processo di stabilizzazione altre quattro persone, che con quel bacino di lavoratori non ha niente a che fare.

CHI SONO GLI EX LEGGE 28 Per capire la strana mossa di Oliverio e degli altri assessori regionali, dobbiamo fare un passo indietro e spiegare il percorso dei 287 lavoratori.
Il loro rapporto ufficiale con la Regione inizia nel 2008, quando la legge 28 stabilisce le nuove norme per la ricollocazione dei precari che usufruivano degli ammortizzatori sociali e di trattamenti in deroga. Questo testo viene integrato due anni dopo, con la legge 8, che introduce misure di tutela anche a favore di quei lavoratori che non godevano di ammortizzatori sociali ma che avevano svolto (alla data del 31 dicembre 2007) almeno due anni di attività alle dipendenze di enti pubblici.
Entrambe le norme vengono poi “accorpate” nel 2014 attraverso la legge 1, con cui la Regione recepisce gli indirizzi per il superamento del precariato. Successivamente, con un decreto, l’Azienda Calabria Lavoro (ente strumentale della Cittadella) viene autorizzata a “usare” i lavoratori del bacino legge 28 e 8 «con contratto a tempo determinato parziale (18 ore settimanali)» per consentire il loro impiego «presso i dipartimenti della Regione Calabria, nonché presso i soggetti pubblico o privati che ne facciano richiesta».
Il percorso degli “ex legge 28”, seppur tortuoso, è lì a dimostrare il loro lavoro più che decennale negli enti pubblici della regione e, dunque, anche la legittimità della loro appartenenza al bacino dei precari in attesa della stabilizzazione.
Infatti, il 20 novembre scorso, la Regione, i sindacati e Calabria Lavoro, al termine di una riunione sul «percorso di stabilizzazione dei 287 lavoratori a tempo determinato», siglano un accordo con cui si stabilisce il transito dei precari «ex lege 28/2008» nei ruoli di «Azienda Calabria Lavoro» e la «trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, con decorrenza 1 gennaio 2019, mantenendo lo stesso status giuridico ed economico in godimento».
Il giorno dopo, Oliverio e Robbe cristallizzano la loro esultanza in una nota stampa. Il presidente della Regione, in particolare, rivendica i suoi meriti e dice che si tratta di «un altro tassello, risultato di una linea chiara, da me assunta per realizzare la stabilizzazione del lavoro precario». Entra più nello specifico, Oliverio, e parla di «287 lavoratori» che «da vent’anni hanno lavorato in una condizione di precarietà» e che ora «vengono stabilizzati acquisendo, innanzitutto, com’è giusto, una condizione di certezza per il loro futuro».

Da sinistra: Varone, Oliverio e Robbe

LA MAGIA Venti giorni dopo, il 10 dicembre, arriva così la delibera della giunta, nella quale è inclusa la scheda tecnica firmata dal direttore generale del dipartimento Lavoro, Fortunato Varone. Solo che, stavolta, i precari da stabilizzare diventano magicamente 291, malgrado l’accordo con i sindacati ne prevedesse, appunto, 287.
Il processo di assunzione va dunque a includere altre 4 persone. Chi sono? Sono tutti consulenti esterni, arrivati a Calabria Lavoro per chiamata diretta – e in tempi diversi – a partire dal 2014. Si tratta di Giuseppe Pedullà, Carmelo Evoli, Andrea Mazzei e Antonino Russo.
Pedullà è entrato in Azienda come consulente del lavoro con il compito di supportare la Ragioneria nella gestione fiscale dei collaboratori; Evoli con l’incarico di esperto informatico; Mazzei con quello di «coadiutore amministrativo» per l’attività di «fascicolazione, raccolta buste paga, fotocopiatura documentazione» e di consulente del lavoro per l’attività di gestione dei contratti a tempo determinato della legge regionale 1 2014 (gli ex legge 28); Russo in qualità di esperto giuridico.
Tutti e quattro hanno insomma seguito un percorso lavorativo diverso dagli ex legge 28 e, soprattutto, non hanno partecipato ad alcun concorso o prova selettiva, così come impongono le norme che regolano l’accesso alla pubblica amministrazione. Ma, stranamente e quasi in sordina, la giunta li ha comunque inseriti nel processo di stabilizzazione assieme ai 287 precari e malgrado siano entrati in rapporto con la Regione da esterni.
Nei corridoi di Calabria Lavoro non si parla d’altro che dei presunti sponsor politici dei quattro collaboratori “estranei”. Probabilmente sono solo illazioni senza fondamento.
Il dato certo è che l’assunzione a tempo indeterminato dei 287+4 lavoratori costerà 5,1 milioni di euro all’anno fino al 2021, così come riporta la scheda tecnica allegata alla delibera di giunta.
L’altro dato oggettivo è che i quattro consulenti esterni, a procedura ultimata, sotto l’albero troveranno un’assunzione a tempo indeterminato. Quando si dice la magia del Natale.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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