Regione, il centrosinistra si difende e blinda la manovra

Prevista per domattina una riunione congiunta tra capigruppo e Ufficio di presidenza del Consiglio. Probabile un intervento politico di Irto o Romeo sulle vicende giudiziarie del governatore. I “ribelli” pronti ad allinearsi. Riforma sanitaria verso il rinvio

REGGIO CALABRIA Alcuni vorrebbero far calare il silenzio sul terremoto politico-giudiziario che ha investito il governatore Oliverio, altri ritengono invece doverosa una discussione in Consiglio. Nessuno però sa ancora bene cosa succederà durante l’assemblea di domani, una sorta di D-day per l’intera legislatura regionale. Le decisioni finali saranno prese tra meno di 24 ore, nel corso della riunione congiunta tra capigruppo e Ufficio di presidenza convocata per le 9.30.
Sarà quello il momento in cui i consiglieri regionali decideranno in che modo affrontare la seduta, cosa dire o non dire sull’indagine che ha determinato l’obbligo di dimora per Oliverio e l’arresto di alcuni superdirigenti, quali provvedimenti approvare e quali rimandare.
I principali esponenti del centrosinistra hanno, già da ieri, avviato consultazioni ufficiose per cercare di superare lo scoglio di fine anno, la manovra economica, senza grossi intoppi.
È probabile che, alla fine, uno tra il presidente del Consiglio Nicola Irto e il capogruppo del Pd Sebi Romeo prenda la parola per esprimere la posizione della maggioranza rispetto alla bufera giudiziaria che ha squassato la Regione. Un’altra corrente, invece, preferirebbe non affrontare il caso in aula e, dunque, non aprire la probabile polemica politica. È a ques’area che si iscrive Orlandino Greco, capogruppo di “Oliverio presidente”, secondo cui «la discussione in Consiglio si dovrà svolgere quando il governatore sarà presente. Non si discute mai degli assenti, sarebbe un atto deplorevole».
Buona parte dell’opposizione, del resto, non vede l’ora di sfruttare il momento di debolezza della maggioranza per affondare il colpo. Senza puntare sul giustizialismo, bensì sulle responsabilità politiche di un centrosinistra ritenuto incapace di governare la Calabria. È questo il succo del ragionamento di Fausto Orsomarso (Fratelli d’Italia), che ha chiesto alla maggioranza di prendere in considerazione la fine anticipata di questa legislatura.
Non andrà così, perché il “confino” di Oliverio sembra aver compattato una maggioranza che, negli ultimi mesi, si era vieppiù sbrindellata.
I capigruppo Romeo, Giudiceandrea, Greco, Sculco e Nucera, intanto, fanno quadrato ed esprimono «piena vicinanza» a Oliverio, «guida politica integerrima di una stagione di cambiamento vissuta nel segno della giustizia, della solidarietà e della trasparenza». «Oliverio porta con sé una storia esemplare di amministratore della cosa pubblica per il bene comune, niente e nessuno potrà offuscarne valori e prospettive. Certi, dunque, che gli accadimenti contestati troveranno verità nelle aule dei tribunali, rimaniamo sconvolti dalla spettacolarizzazione di aspetti inesistenti dati in pasto alla stampa e all’opinione pubblica, anche da alti rappresentanti istituzionali nazionali, prima ancora che l’operazione fosse terminata. Siamo di fronte alla deriva dei principi di civiltà e compostezza e alla ricerca morbosa, da parte di alcuni, della condanna a ogni costo come strumento politico. Compostezza che registriamo, invece, nei partiti presenti in consiglio regionale i cui rappresentanti, sulla vicenda che vede coinvolto il presidente, hanno espresso posizioni aderenti alle garanzie costituzionali».

LA MANOVRA E infatti la manovra economica dovrebbe essere approvata senza troppi patemi. Tutti i consiglieri di centrosinistra saranno presenti in aula per scongiurare imboscate (comunque improbabili) della minoranza. Il dato politicamente più rilevante è che torneranno ad allinearsi anche i “ribelli” Peppe Neri, Antonio Scalzo e Franco Sergio, che pochi mesi fa hanno creato il gruppo dei Moderati proprio per marcare una differenza rispetto alla maggioranza ufficiale. Ancora incerto sul da farsi il dissidente dem Carlo Guccione. Nel corso dell’ultima seduta, l’esponente del Pd aveva votato contro il Def; domani potrebbe scegliere una via più soft. Guccione, in ogni caso, secondo quanto trapela dal suo staff, è intenzionato a prendere la parola sugli effetti dell’inchiesta “Lande desolate”. Non è dunque escluso che voglia rimarcare, come già fatto in passato, la «doppia morale» di Oliverio, che ormai più di tre anni fa, in seguito allo scoppio dell’indagine “Erga Omnes”, obbligò i membri della sua prima giunta, tra cui lo stesso Guccione, a presentare le dimissioni.
Le barricate del centrosinistra toglieranno comunque d’impaccio l’opposizione, che non sarà costretta a “dare una mano” per l’approvazione della manovra e potrà esprimere il proprio voto contrario. È il gioco delle parti, perché non approvare il bilancio vuol dire far terminare anzitempo la legislatura. Una svolta che nessuno, a Palazzo Campanella, vuole.

RINVIO RIFORMA Avrà un esito diverso, invece, la nuova riforma sanitaria (che prevede la creazione dei tre super-ospedali di Reggio, Catanzaro e Cosenza), il cui testo è approdato oggi in terza commissione. Pare che l’idea condivisa dalla gran parte degli eletti sia quella di rinviare la discussione al 2019. A caldeggiare questa soluzione è soprattutto il centrodestra che, oltre a non aver gradito la repentina accelerazione della maggioranza, ha avanzato dubbi di costituzionalità rispetto a una norma che disciplinerebbe una materia di pertinenza del commissario.
La cosa fondamentale e urgente, sostengono tutti i consiglieri, è portare a casa la manovra. Il resto si vedrà.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it







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