Catanzaro, l’integrazione tra ospedali finisce in un labirinto

La delibera del Cdm che assegna i compiti ai nuovi commissari non aiuta a sciogliere i dubbi. Pesano anche le incognite politiche

CATANZARO Un labirinto, sempre più impervio. L’integrazione tra l’azienda ospedaliera “Pugliese” e il Policlinico universitari o”Mater Domini” di Catanzaro accumula incognite su incognite ogni giorno che passa. La legge regionale che dovrebbe uscire dall’esame di due proposte diverse – una “bipartisan” dei consiglieri regionali Michele Mirabello, Enzo Ciconte, Baldo Esposito, Claudio Parente, Tonino Scalzo e Mimmo Tallini e la seconda del collega Arturo Bova – è da tempo al centro dei lavori della terza Commissione di palazzo Campanella ma ha davanti a se un cammino lungo e molto periglioso: alla fine, la proposta “bipartisan” è di fatto il testo base, ma presenta una serie di passaggi di difficile soluzione – il primo, la formula dell’incorporazione del “Pugliese” nella “Mater Domini” – che non garbano all’Università di Catanzaro e inoltre presuppongono necessariamente un iter ministeriale che potrebbe allungare a dismisura i tempi. C’è poi da capire quello che succederà con l’arrivo della nuova “governance “della sanità calabrese, rappresentata dal neo commissario Saverio Cotticelli e dal sub Thomas Schael. La delibera di nomina dei due nomi vertici del settore regionale infatti sul punto dell’integrazione lascia le speranze sostanzialmente ferme: il Cdm infatti ha assegnato esplicitamente e formalmente a Cotticelli l’obiettivo di definire il protocollo d’intesa tra Regione e Università che è un autonomo rispetto all’integrazione, e comunque è un passo successivo. Certo, Cotticcelli ha anche, tra i 24 compiti che gli ha assegnato il governo giallo-verde, anche il compito di attuare il Programma operativo triennale steso dal suo predecessore Scura, che contempla l’integrazione Pugliese-Mater Domini, ma sembra che Cotticelli, Schael e i vertici ministeriali in questi giorni che precedono o ufficialmente l’insediamento del tandem commissariale in Calabria stiano già lavorando a un “vernissage” del Programma operativo, e non è escluso che l’integrazione finisca in un cassetto, anche perché uno dei maggiori azionisti del governo nazionale, il Movimento 5 Stelle, in passato non ha fatto salti di gioia all’ipotesi della fusione delle sue aziende ospedaliere di Catanzaro. Come se non bastasse, anche la cosiddetta “riforma dei super-ospedali” – la proposta di legge regionale che prevede l’incorporazione degli ospedali territoriali “spoke” negli “hub” regionali di Catanzaro, Cosenza e Reggio – per quanto al momento “parcheggiata” in Consiglio regionale è un ulteriore fattore di caos anche per la realizzando integrazione tra ospedale e Policlinico universitario del capoluogo, integrazione che si sta infilando in un labirinto la cui uscita non è irraggiungibile ma in realtà si allontana giorno dopo giorno. In tutto questo, la “nebulosa” che si sta addensando sul futuro della Regione dopo il terremoto giudiziario che ha coinvolto anche il governatore Oliverio e il vento elettorale sempre più intenso non aiutano il percorso dell’integrazione. Nella seduta di ieri del Consiglio regionale molti protagonisti del dibattito sull’integrazione, a partire dal presidente della terza Commissione, Mirabello, hanno di muovo manifestato l’intenzione di chiudere positivamente la partita: ma non c’è chi non veda come, mente le lancette corrono, in senso direttamente proporzionale le certezze diminuiscono.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it







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