Sanità, Rsa: il Consiglio di Stato blocca la sentenza anti-Scura

Il Tribunale ha accolto il ricorso dell’ormai ex commissario contro le pronunce del Tar. Che aveva bocciato i termini per l’entrata in vigore della nuova tariffa per le residenze assistenziali

CATANZARO Scura lascia la Calabria con una (mezza) vittoria. La sua missione è finita formalmente oggi, con la presa d’atto, da parte della Regione, dell’incarico di Thomas Schael in qualità di sub-commissario della Sanità (ve l’abbiamo raccontato qui). Scura, però, dà l’addio a Palazzo Alemanni sulla scorta di una pronuncia in suo favore da parte del Consiglio di Stato.
Con un’ordinanza pubblicata oggi, infatti, il Tribunale amministrativo (presidente Marco Lipari, estensore Giovanni Pescatore) ha accolto il ricorso dell’ormai ex commissario e sospeso la sentenza del Tar che aveva dato ragione a cinque associazioni (Anaste Calabria, Aiop Calabria, Associazione Piccola Opera onlus, Aris, Associazione Vivere insieme) attive nel settore delle Residenze sanitarie assistenziali.

L’ORDINANZA Il Tar della Calabria, con due sentenze dello scorso aprile, aveva annullato il decreto 118 del commissario sui “nuovi requisiti minimi per l’autorizzazione e l’accreditamento e definizione della nuova tariffa massima regionale per le Rsa”. La parte contestata era quella che fissava la decorrenza del decreto dall’1 novembre 2017, in quanto «la ristrettezza del detto termine» e la «mancanza di una nuova fase transitoria adeguata per consentire le procedure di adeguamento per effetto della nuova tariffa» (pari a 139,91 euro persona/pro die) risultavano lesive «dei principi di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità, non consentendo, di fatto, alle strutture di affrontare l’adeguamento alla nuova disciplina in maniera adeguata, non tenendo conto delle difficoltà operative e organizzative al riguardo».
Dopo le pronunce del Tribunale, a giugno, allo scopo di «risolvere l’incertezza determinata dalle sentenze», Scura aveva emanato un nuovo decreto (il 140) con il quale riconfermava il precedente Dca – nella parte relativa ai nuovi requisiti di autorizzazione e accreditamento – e disponeva la decorrenza della nuova tariffa a partire dal luglio 2017.
L’efficacia del nuovo decreto, però, era stata sospesa dal Tar, che aveva sollecitato il commissario a «rideterminarsi ai fini della individuazione di un diverso termine di decorrenza della nuova tariffa, onde assicurare una fase transitoria di adeguamento in favore delle strutture interessate tale da consentire l’attuazione delle relative procedure organizzative interne entro tempi certi, congrui e conoscibili ex ante».

LA SOSPENSIONE In questo contesto, secondo il Consiglio di Stato, «restano integre le esigenze cautelari prospettate» dal commissario e relative «all’incertezza dell’eventuale azione di recupero delle somme erogate in eccesso», ovvero in applicazione della tariffa più onerosa – pari a 153,20 euro – stabilita dal precedente decreto (il 15 del 2016). Per il Tribunale appare quindi «opportuno» procedere a una «sollecita calendarizzazione dell’udienza di discussione nel merito» lasciando, nel frattempo, integre le disposizioni di Scura. Che, quanto meno, va via dalla Calabria con una (mezza) vittoria.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it





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