«Regione obbligata a discutere la doppia preferenza di genere»

La Consigliera di parità Stumpo sferza gli eletti di Palazzo Campanella: «Più di 10mila calabresi chiedono la legge»

CATANZARO «In questi giorni, in tema di doppia preferenza di genere, si sono ultimate le procedure di delibera dei Comuni di Ricadi, Verzino e Bovalino e sono stati anche ultimati i depositi delle stesse delibere comunali al consiglio regionale». È quanto si afferma in un comunicato della Consigliera regionale di parità, Tonia Stumpo.
«Con questi atti – sostiene Tonia Stumpo – si è messo definitivamente in mora l’organo legislativo regionale circa l’adozione della legge sulla doppia preferenza di genere. Ormai a chiedere che si adotti la legge sulla doppia preferenza di genere sono più di 10 mila abitanti calabresi (i tre consigli comunali rappresentano circa 15.649 abitanti) che, così come previsto dall’articolo 39 dello Statuto, obbliga il consiglio regionale, come nel caso di specie, a discutere la legge sulla doppia preferenza di genere nel suo alveo naturale che è l’Aula. Quindi, vinta l’alchimia del parcheggio forzato, nel quale era stata obbligata la legge sulla doppia preferenza di genere, dopo il 28 settembre scorso, nella Commissione dei capigruppo, mai convocata tra l’altro, la legge di genere deve ritornare in Aula a Palazzo Campanella. Ora i consiglieri regionali decidano una volta per tutte se votare a favore o contro una legge a cui sono tenuti in forza della disposizione quadro nazionale 20 del 2016».
«A noi non resta che aspettare – conclude la Consigliera regionale di parità – il ritorno della legge di genere, che deve avvenire in tempi brevi e certi, confidando, per amore di democrazia, nell’adozione della proposta di legge sulla democrazia paritaria».





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