«Su Grassettopoli dal sindaco è arrivata un’apertura “di plastica”»

La minoranza di Caraffa commenta il consiglio comunale aperto sul maxi insediamento abitativo. «Speriamo nel risveglio di Sciumbata dopo sette anni di amministrazione»

CARAFFA Ringraziano la cittadinanza per «la partecipazione massiccia e coinvolgente come non si vedeva più da decenni a Caraffa». I consiglieri comunali Raffaele Fimiano ed Andrea Mazzei del gruppo consiliare “Se la ami la cambi”, Luigi Ciambrone del gruppo consiliare ” Pensiero Libero” e Nicola Petruzza del gruppo consiliare “Impegno Popolare” ed esponente del M5S sostengono che «finalmente a Caraffa, dopo sette anni di buio totale partecipativo, si è potuto discutere della pratica Grassetto Costruzioni grazie alla nostra richiesta e all’adesione della gente al Consiglio comunale aperto. Un civico consesso – dichiarano i 4 consiglieri – in cui si è evidenziato il totale fallimento politico-amministrativo della strategia che in sette anni l’amministrazione Sciumbata ha portato avanti: una strategia di chiusura a riccio e decisioni nelle stanze del potere senza condivisione e partecipazione dei cittadini e di tutti gli attori sociali del paese».
«Abbiamo ribadito – spiegano Fimiano, Mazzei, Ciambrone e Petruzza – il fatto che andrebbe cambiato il progetto in essere, visti i pareri non positivi degli enti preposti, ma in particolar modo viste le rilevanze sulle criticità ambientali e urbanistiche dei decreti Vas. I fatti e gli atti – rimarcano i quattro – sulla pratica Grassetto portano ad un cambio di rotta nel modo di gestire l’ente da parte del sindaco Sciumbata, una gestione in solitaria e senza coinvolgimento e condivisione alcuna. Infatti, – aggiungono – abbiamo chiesto di non procedere come nel 2013, quando in pochi giorni è stata adottata una decisione su un progetto di oltre 240.000 metri cubi ed oltre 1.000 abitanti, numeri che potrebbero eventualmente aumentare visto l’ulteriore 42% della restante parte dedicata alla perequazione urbanistica». 
«Abbiamo chiesto al sindaco Sciumbata – scrivono Fimiano, Mazzei, Ciambrone e Petruzza – di discutere insieme a tutta la comunità su un nuovo progetto, coinvolgendo la società e tentando di trovare una soluzione prima di eventuali punti di non ritorno. Per tale ragione – affermano – abbiamo voluto produrre un documento politico-amministrativo con delle eventuali soluzioni e impostazioni. Ovviamente il tutto è aperto alla discussione e a integrazioni, per migliorare e trovare una soluzione a beneficio della nostra comunità. È stato fondamentale – rilevano i quattro – ascoltare i molti interventi della cittadinanza che hanno chiesto a gran voce coinvolgimento, partecipazione e unità nell’ambito dell’azione amministrativa, ma soprattutto di intervenire immediatamente sul progetto. Infatti abbiamo sentito, tra l’altro, frasi come “salvare il salvabile”; “servirebbe senso di responsabilità nell’amministrare”; “rischiamo lo sgretolamento della nostra identità”; “pensiamo di più come comunità”; “rischiamo la perdita della nostra identità”; “fare sempre più spesso consigli comunali aperti”; “fare un consiglio comunale aperto per parlare di tutte le problematiche di Caraffa”; “restano in piedi comunque i rilievi ambientali ed urbanistici del primo decreto Vas”; “potremmo avviare una nuova era”; “complimenti al Consiglio comunale per la discussione, servono momenti come questi, quando si decidono le sorti della comunità”, ” valutare con serietà e condivisione il rapporto costi/benefici”». 
«Queste frasi – rimarcano i consiglieri – dovrebbero portare ad una seria riflessione ed ad un cambio di rotta immediato da parte del sindaco nella gestione di tale pratica, perché in modo univoco è stato richiesta una riflessione, ora e non dopo la sentenza del Consiglio di Stato». 
«Sì, è vero – concludono Fimiano, Mazzei, Ciambrone e Petruzza – il sindaco ha annunciato un’apertura, ma sinceramente è parsa molto debole e “di plastica”, perché vorrebbe non affrontare adesso un processo di analisi per migliorare il progetto, in considerazione delle rilevanze non favorevoli e delle richieste fatte. L’augurio è che non sia troppo tardi quando il sindaco si accorgerà che avrebbe dovuto cambiare strategia, allineandosi a tutto ciò che la corretta programmazione e progettazione vuole. Noi ovviamente rimarremo sempre vigili, propositivi e costruttivi rispetto alle esigenze della nostra comunità, in attesa di un “risveglio” del sindaco dopo sette anni di sua amministrazione».





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