Catanzaro, le commissioni “stakanoviste” e le tensioni a Palazzo De Nobili

L’organismo che doveva discutere delle manifestazioni natalizie si è riunito il 27 dicembre. Intanto vengono impegnati 31mila euro per le somme da liquidare ai consiglieri comunali solo per l’ultimo mese dell’anno. E c’è chi chiede le dimissioni di Consolante

CATANZARO L’aria è pesante nel municipio di Catanzaro e martedì nelle stanze di Palazzo De Nobili la tensione ha rischiato di deflagrare tra minacce di dimissioni e tentativi di dissuasione. L’affaire che tiene banco, da qualche mese a questa parte, è sempre lo stesso: la questione commissioni permanenti e l’indagine che la Guardia di finanza ha avviato già da qualche mese sui lauti rimborsi che alcune ditte hanno ricevuto dal Comune di Catanzaro a causa delle assenze dei propri dipendenti/consiglieri comunali per impegni istituzionali (qui la notizia). A questo si aggiunge il fatto che l’attività delle commissioni riceve oggi particolari attenzioni ed è monitorata, e non solo dalla Procura di Catanzaro.

«COMMISSIONE “FLASH”» L’argomento dimissioni riguarda il presidente della quinta commissione, Enrico Consolante. È assurta di recente agli onori della cronaca una riunione della quinta commissione consiliare “Turismo, politiche del mare, attività produttive” che si è tenuta il 27 dicembre, nel pieno del periodo natalizio. Una riunione breve il cui oggetto di discussione doveva essere “manifestazioni natalizie e di fine anno”. Tema un po’ tardivo visto che gli impegni di spesa per le manifestazioni natalizie erano già stati presi. E, infatti dalle 8,30 alle 11,30, ora in cui la commissione ha chiuso i lavori, si è parlato di tutt’altro. In due paginette di verbale si legge di abusivismo commerciale, di autorizzazioni degli ambulanti che vendono materiale pirotecnico e poco altro. «Pensavamo che il clima fosse cambiato nei corridoi di Palazzo de Nobili, che in virtù di una certa umana vergogna, le nubi si fossero diradate restituendo la luce della trasparenza e della verità. Ci siamo sbagliati, purtroppo!», scrive Alfredo Serrao, presidente dell’associazione “I quartieri”. «È un insulto ancora chiedere, come cittadini, la messa in onda delle sedute del consiglio comunale, per come appare ancora più offensivo solo pensare che, questa richiesta di giusta trasparenza, possa attraversare i lavori delle commissioni. Già quelle commissioni che sono diventate, per una certa non eleganza, oggetto di dubbi e, si dice, anche di qualche indagine da parte degli organi inquirenti, ma che ancora oggi si distinguono per una certa arroganza comportamentale e, in questi giorni di feste natalizie, capitalizzano, ci auguriamo in senso positivo, una nuova caratteristica di spiccato stakanovismo», ironizza Serrao riferendosi alla riunione del 27 dicembre. «In virtù di tutto ciò, salutiamo con soddisfazione, conservando qualche umano dubbio non fosse altro per il modus operandi delle determine di spesa sui costi della politica – quelle che come un fiume carsico continuano – la riunione della quinta commissione consiliare che si è tenuta il giorno 27 dicembre, che ha affrontato il tema delle “manifestazioni natalizie e di fine anno”? La commissione “flash” del presidente Consolante, leggendo il verbale, ha di certo dato un’impronta all’azione dell’amministrazione comunale, peccato che il Natale era già passato ed il resto, secondo il resoconto è una denuncia del consigliere Riccio su abusivismo commerciale e di altri argomenti che francamente poco hanno a che spartire con l’oggetto della convocazione!».

31MILA EURO PER DICEMBRE I costi degli organi istituzionali fanno sentire il loro peso nel dibattito politico odierno. La questione, più che di legittimità, è di opportunità. Qualche giorno prima della riunione della quinta commissione, il 19 dicembre, era stata emessa la determina dirigenziale numero 3393 con la quale venivano impegnati 31mila euro per le somme da liquidare ai consiglieri comunali per le sedute dei consigli e delle commissioni relative al mese di dicembre 2018. Questo considerando che, è scritto nella determina, «la rendicontazione dell’effettiva partecipazione dei singoli consiglieri alle sedute degli organi collegiali per il mese di dicembre, non potrà avvenire prima della fine dell’esercizio finanziario (31 dicembre 2018)». I 31mila euro sono, infatti, «presunti», verranno quantificati e liquidati solo se sarà verificata una certa frequenza dei consiglieri alle sedute delle commissioni permanenti e dei consigli comunali. Per inciso, il gettone di presenza per la partecipazione ad ogni seduta di consiglio e di commissione consiliare è di 38,53 euro ma il monte massimo mensile per ogni consigliere non può superare un quarto dell’indennità destinata al sindaco che è di 4.734,10 euro. E 31mila euro sono una bella somma per il solo mese di dicembre. Una somma che va però “maturata” e che in periodi neri per le tasche dei cittadini e per le casse comunali, in periodi di riduzione dei costi, porta a porsi la domanda: è necessario arrivare a maturare una liquidazione mensile attraverso riunioni di commissione “flash” (dovrebbero essere permanenti, 5 giorni su sette, dalle 8 alle 14) che trattano un solo argomento non proprio improcrastinabile?

CHIESTE LE DIMISSIONI DI CONSOLANTE  A rimarcare lo stato dell’arte interviene, a stretto giro di boa sulla nota di Serrao, il gruppo consiliare “Fare per Catanzaro” «Prendiamo spunto dalla sottolineatura del presidente dell’associazione “I quartieri”, Alfredo Serrao, in merito alla riunione della commissione consiliare del 27 dicembre, giustamente definita inutile, inopportuna e fuori tempo, per evidenziare che i consiglieri comunali del gruppo #fareperCatanzaro alla riunione richiamata non hanno, per scelta, partecipato», scrivono i consiglieri. «Non abbiamo partecipato ai lavori della 5 commissione perché evidentemente, il verbale ne è prova, fuori tempo massimo, nella considerazione che tutte le determine di spesa per le manifestazioni natalizie e di fine anno erano state già adottate e, allo stato della convocazione, non esisteva nulla che potesse incidere per una variazione o per una discussione, seria, sul programma già adottato ed in corso di attuazione». «Appare utile in questo contesto – conclude la nota – evidenziare la differenza di metodo, quello di una maggioranza politica irresponsabile con in testa il presidente della commissione Consolante, che mira soltanto a capitalizzare il gettone di presenza per la riunione richiamata, mentre c’è ed esiste un opposizione che esprime responsabilità e che non inquadra la pubblica amministrazione solo e soltanto come una ricca dotazione economica cui solamente attingere. Si apre nuovamente il problema della sostenibilità dei costi della politica cittadina, su cui continua a dare scacco matto, con una disinvoltura disarmante, la maggioranza del sindaco Abramo, raschiando il barile dell’inopportunità, mentre un intera città soffre rispetto ad un evidenza economica che non può e non deve sfuggire a nessuno. A questo punto le dimissioni da presidente di Consolante sono un atto dovuto, ma anche degli altri presidenti di commissione che hanno convocato le stesse, per noi “inutili”e “fittizie” nei giorni del 27 e 28 dicembre, a difesa della legalità e della democrazia, che richiede misura, rispetto e metodo, soprattutto quando l’adozione di scelte, come la convocazione di una commissione burla, espone l’intera amministrazione ad eventuali riscontri negativi anche e soprattutto sul piano della legalità. Diventa stringente la richiesta di trasparenza non solo degli atti, ma in particolare di tutta l’attività politica ed istituzionale del comune di Catanzaro, perché questa è diventata oggi una difesa di un valore, quello della democrazia e della libertà.  “Fuori le gazze dal tempio”».

ale. tru.







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