La denuncia della Uil: «All’Asp di Reggio le assunzioni si moltiplicano»

Nel mirino la procedura riguardante cinque dirigenti amministrativi «nonostante fosse prevista la copertura di solo due posti». Simone: «Ennesima illiceità deliberata da Scura»

REGGIO CALABRIA Nell’apprestarsi a passare il testimone al neo commissario alla sanità Saverio Cotticelli il suo predecessore, Massimo Scura «ha probabilmente deliberato», secondo la Uil Fpl di Reggio, «l’ennesima illiceità». La procedura finita nel mirino del segretario territoriale del sindacato, Nicola Simone, ha inizio il 10 dicembre scorso, quando all’albo pretorio dell’Asp di Reggio viene pubblicata la delibera n. 1155 del 6 dicembre «con la quale – si legge in un esposto inviato dalla Uil alla Procura di Reggio, alla Prefettura, al commissario ad acta e alla Regione – nonostante fosse prevista la copertura di due posti di dirigente amministrativo, inspiegabilmente si è dato corso all’assunzione a tempo determinato di ben cinque unità rivestenti tale qualifica. Detto eclatante risultato moltiplicativo – prosegue Simone – sembra essere la risultante di un possibile artifizio consistente nell’eccessivo scorrimento della graduatoria degli idonei approvata dall’Asp di Catanzaro. Apparirebbe che detta graduatoria sia stata fatta scorrere tanto quanto necessario per giungere alla assunzione di un candidato in ipotetico rapporto stretto di parentela con uno degli attuali illegittimi vertici dell’Asp di cui trattasi». I dipendenti di ruolo dell’Asp in possesso dei requisiti necessari per poter essere inquadrati nella qualifica di dirigente amministrativo quali risorse interne «giustamente recriminano – scrive la Uil Fpl – per quello che appare un abuso, alla luce della palese violazione dei propri diritti, per come previsto dalla normativa vigente e dalle sentenze della Corte dei Conti». Secondo il sindacato la delibera di scorrimento è quindi «illegittima» in quanto «priva del parere della direttrice amministrativa» che «si è astenuta lasciando la firma del previsto parere a un dirigente esterno appena assunto». «Tale ultima procedura – si legge ancora nell’esposto – risulta essere viziata da palese illegittimità in quanto tale sostituto, comunque avrebbe dovuto essere, per la funzione svolta, autorizzato da apposito provvedimento. Viene fatto notare, che apparirebbe proprio la direttrice amministrativa aziendale, astenutasi, il soggetto in regime di incompatibilità per rapporto di parentela (zia) con uno degli assunti». Un’astensione che secondo la Uil Fpl «non risulta essere doverosamente motivata, come previsto dalla legge, mediante la produzione delle motivazioni determinanti il conflitto di interesse».
Comunque è Scura che «con delibera n. 6 dell’8 gennaio, anche se cessato da ogni funzione, rivela a posteriori che il motivo chiaramente non dichiarato dalla diretta interessata, è lo stretto legame di parentela tra la direttrice amministrativa ed il neo assunto». La delibera in questione riporta poi nell’oggetto che i posti da assegnare sono due, «per poi invece scoprire alla pagina tre dello stesso dispositivo che ad essere assunti sarebbero stati in cinque, in violazione alle prescrizioni relative al contenimento della spesa». Nel mirino della Uil Fpl anche «altre vistose e gravissime anomalie quali la mancanza del visto obbligatorio del dirigente dell’Ufficio Ragioneria (impegnato nell’improbabile funzione di direttore amministrativo) che avrebbe dovuto attestare la copertura del costo nel bilancio di previsione in corso (Legge regionale 43/1996 ) trattandosi, peraltro, di nuove assunzioni». «Si ricorda che in tale ultima fattispecie – si legge ancora nell’esposto – l’attestazione di copertura della spesa acquisisce maggiore pregnanza giuridica, considerato che la Regione Calabria è sottoposta ad un rigido piano di rientro ed ha subito interventi di controllo della spesa soprattutto alle voci inerenti il personale. Alla luce di ulteriore scarsa applicazione sul versante della tanto proclamata legalità e trasparenza va segnalata – conclude la Uil Fpl – la discutibile delibera attraverso la quale si sarebbe autorizzato un comando/distacco di dipendente, in carica quale vicesindaco di un Comune sciolto per mafia, assegnato peraltro alla segreteria della direzione generale».







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