Catanzaro, Abramo in versione “Zelig” in consiglio comunale

Non scoppia la guerra nel centrodestra anche se il sindaco tende la mano ai “dissidenti”. E poi invita tutti i consiglieri «a occupare il Consiglio regionale per avere l’integrazione tra ospedali»

CATANZARO Non scoppia la guerra nel centrodestra, ma il consiglio comunale di Catanzaro non delude le attese, svelando, al fondo di una seduta “fiume”, un sindaco Sergio Abramo dai mille volti, moderno “Zelig” nei panni, a seconda delle circostanze e delle esigenze, ora del navigato democristiano che chiama a raccolta anche l’opposizione di centrosinistra ora del più “barricadero” grillino. È, in sintesi, la lettura di un’assemblea che alla vigilia minacciava sfracelli e qualcuno ce n’è pure stato, ma non nel senso preventivato. Ovviamente, all’inizio dei lavori l’attesa generale è rivolta a capire se ci sarà un’ulteriore appendice dello scontro in atto nella maggioranza tra i vertici di Forza Italia, capitanati dal leader Mimmo Tallini, e i consiglieri Giovanni Merante e Antonio Triffiletti, in rotta soprattutto con un fedelissimo “talliniano”, il vicesindaco Ivan Cardamome, anche alla luce di un incontro che i due hanno avuto con il sindaco, incontro non propriamente chiarificatore. E infatti Merante va subito al dunque, ribadendo quanto già detto nelle scorse settimane, e cioè che «i big forzisti del territorio hanno svenduto Catanzaro a Cosenza sulla candidatura alla presidenza della Regione, in Giunta alcuni assessori vanno rimossi e il sindaco deve riappropriarsi della sua maggioranza e favorire la crescita di una nuova classe dirigente puntando sui giovani». Parla Abramo e tutti restano con il fiato sospeso, ma il sindaco la prende abbastanza alla larga e abbastanza alla lunga: esordisce, Abramo, rivendicando la sua azione «con le mani libere», e poi scagliandosi contro «lo schifo di alcune cose» come gli abnormi emolumenti di europarlamentari, parlamentari e consiglieri regionali che «si possono permettere il lusso di non rispondere a nessuno mentre la mia Giunta lavora senza fondi ne non è facile, un sindaco che è presidente della Provincia lavora gratuitamente e magari rischia un avviso di garanzia». Abramo, quindi, invita «maggioranza e opposizione a concentrarsi sulle cose davvero importanti, come la drammatica condizione della sanità: l’altro giorno per motivi personali sono stato al pronto soccorso e mi sono vergognato, perché ho trovato persone stese su un lettino e senza possibilità di intervento». Arriva il passaggio politico del sindaco, con un evidente riferimento alle parole di Merante: «Non c’è nessuna crisi nella maggioranza, c’è – osserva Abramo – una normale dialettica che può essere anche interessante utile, per questo faccio miei alcuni ragionamenti». Il sindaco dà l’impressione di aver teso una mano a Merante, che evidentemente recepisce se riparla di un «Abramo tornato ai livelli migliori». Non è così invece per l’opposizione, con Nicola Fiorita di “Cambiavento” che si chiede «perché oggi il sindaco torna sulle mani libere: significa che finora non le ha avute?». Interviene Roberto Guerriero, capogruppo di S&D, che evidenzia «le perduranti divergenze in un centrodestra nel quale Merante si erge elevando la discussione», mentre Sergio Costanzo, capogruppo di “Fare”, registra «il dato politico di un sindaco che dà ragione a Merante bocciando di fatto il suo vicesindaco Cardamone». Schermaglie che erano già state anticipate sulla prima pratica all’ordine del giorno, una convenzione tra Comune e Provincia – entrambe guidate da Abramo – per lo svolgimento unificato dei servizi amministrativi in tema di programmazione comunitaria, affidato a Tonino De Marco, esperto che sta lavorando già con Abramo per “Agenda Urbana”. L’aula, invece, si ritrova all’unanimità sulla mozione per l’attivazione di un Pronto soccorso globale presso il Policlinico universitario “Mater Domini”, mozione proposta in via bipartisan da Manuela Costanzo della maggioranza e Sergio Costanzo dell’opposizione, e molto “caldeggiata” dal consigliere Eugenio Riccio, che la definisce «importantissima». Inizialmente Abramo manifesta qualche perplessità alla mozione, ritenendola «intempestiva prima dell’integrazione tra ospedale Pugliese e Policlinico», ma poi la accoglierà, non prima di aver chiamato a raccolta tutti i consiglieri sull’integrazione: «Visto che in terza Commissione del Consiglio regionale si è deciso un altro passaggio nella prossima settimana con l’audizione del commissario alla sanità Cotticelli, propongo a tutti i consiglieri – dice il sindaco – di prendere una posizione forte su questo tema e di dire che siamo pronti a occupare il Consiglio regionale affinché si faccia presto sull’integrazione, al più tardi entro fine febbraio. Il Consiglio comunale di Catanzaro deve chiedere di partecipare ai lavori del Consiglio regionale. Su questo datemi una mano forte», quasi invoca Abramo. Approvata all’unanimità anche la richiesta di risoluzione, illustrata da Gianmichele Bosco di “Cambiavento” e cofirmata da Fiorita, Costanzo, Riccio, Guerriero e Manuela Costanzo, per aprire un tavolo permanente con la Regione sulla crisi delle strutture socio-assistenziali, con Abramo che rimarca la necessità che «si concretizzi sul tema l’intervento legislativo della Regione già richiesto dall’Anci». Varata, poi, con 18 sì e 3 voti contrari, la mozione sull’istituzione del nucleo fisso della Polizia locale nel quartiere Lido, relazionata da Riccio. La seduta, alla fine lunga quasi sei ore, si chiude con l’ok all’unanimità a una risoluzione contro il Dl Pillon (e quindi contro la Lega) e con il no alla mozione “Question time del cittadino” (e quindi il no ai 5 Stelle), con qualche scaramuccia tra alcuni consiglieri e alcuni attivisti grillini presenti in aula, mentre un’ultima mozione cara ai pentastellati, quella sul Comune “plastic free”, viene rinviata alla prossima seduta utile.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it







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