«Mangiardi senza scorta fuori regione, provvedimento che non convince»

Interpellanza di Viscomi al ministro dell’Interno dopo la rimodulazione della tutela per l’imprenditore che ha denunciato i clan di Lamezia. «Così si ferma la sua testimonianza»

LAMEZIA TERME «A Rocco Mangiardi, testimone di giustizia contro la cosca Giampà di Lamezia, hanno tolto la scorta quando si sposta fuori dalla regione Calabria. Il provvedimento che hanno assunto non convince per nulla: o esiste un pericolo ed allora i servizi di tutela devono essere mantenuti, all’interno ed all’esterno della Regione, o non esiste un pericolo e allora il servizio di tutela non serve, dentro e fuori dal territorio regionale. Oppure qualcuno pensa che le cosche della ‘ndrangheta non abbiano la forza per operare fuori regione?». Questa la riflessione del deputato pd Antonio Viscomi, che ha presentato sul tema una interpellanza urgente al Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Viscomi ricorda che «Mangiardi è un testimone di giustizia di Lamezia Terme le cui dichiarazioni – nel processo che si è svolto nel 2009 – hanno consentito l’arresto e la condanna di numerosi appartenenti alla potente cosca della ‘ndrangheta della famiglia Giampà» ed è stato il «primo imprenditore lametino a testimoniare in una aula di giustizia». Per questa scelta, l’imprenditore «vive dal 2009 sotto scorta e continua un’opera di sensibilizzazione sui temi della legalità e della cittadinanza attiva, presso scuole, istituzioni, carceri».
La sua decisione costituisce uno «spartiacque per la comunità di Lamezia»; «da allora – scrive Viscomi –, altri imprenditori hanno alzato la testa, denunciato le estorsioni, contribuito alle operazioni delle forze dell’ordine e degli inquirenti che hanno portato allo smantellamento di due delle più agguerrite cosche lametine». Nonostante la tutela, Mangiardi è stato «più volte destinatario di intimidazioni» e «per lo svolgimento della sua attività di contrasto alla cultura mafiosa presso sedi istituzionali, educative o di carattere sociale, Rocco Mangiardi è spesso in viaggio fuori dalla Calabria». Per questa ragione la scelta di rimodulare il dispositivo di protezione «corrispondente al quarto livello di rischio, “tutela su auto non protetta”, da attuarsi soltanto nel territorio della Regione Calabria» appare a Viscomi «contrattittoria». «Se il rischio che origina l’esigenza di tutela esiste oggettivamente, e si tratta del rischio di perdere la vita a causa dell’azione della criminalità organizzata – ragiona il parlamentare –, questo stesso rischio sussiste tanto all’interno quanto all’esterno del territorio regionale, tranne che non si voglia affermare l’inidoneità della consorteria criminale ad operare anche fuori regione, il che però contrasta con i caratteri specifici della predetta cosca nel panorama criminale, più volte rilevati dalle operazioni messe in atto dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, che gode delle capacità investigative e direttive del procuratore Nicola Gratteri».  
«Il venir meno della possibilità di tutela al di fuori del territorio regionale – scrive Viscomi nell’interpellanza – determina di fatto un conseguente pericolo correlato ad ogni spostamento di Rocco Mangiardi, la cui attività fuori dal territorio regionale è ordinariamente correlata a incontri di testimonianza sulla realtà perversa del fenomeno criminoso ‘ndranghetistico e tale condizione di pericolo non può che determinare l’effetto di ridurre al silenzio Rocco Mangiardi, anche se lo stesso testimone ha pubblicamente affermato che “da cittadino responsabile, a prescindere dalle scelte di chi dovrebbe garantire la mia protezione, farò sempre tutto quel che potrò per non far vincere il letame mafioso”».
Per queste ragioni, il deputato del Pd chiede «se il ministro competente abbia conoscenza della situazione; quali siano le ragioni della decisione assunta dall’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, di assicurare i servizi di tutela del testimone di giustizia Rocco Mangiardi soltanto sul territorio della regione Calabria; se agli uffici competenti del Ministero risulti una significativa riduzione del livello di pericolosità criminale delle cosche criminali colpite dalla testimonianza di Rocco Mangiardi tanto da ritenere che la loro azione non possa svolgersi al di fuori della Regione Calabria e sia quindi tale da giustificare la rimodulazione del servizio di tutela nelle forme più volte descritte». E inoltre «quali azioni il Ministro competente intenda assumere per tutelare la persona del testimone di giustizia Rocco Mangiardi in occasione dei suoi spostamenti fuori regione; quali azioni il Ministro competente intenda assumere per consentire ed assicurare che l’esperienza di Rocco Mangiardi, come quella di tutti gli altri testimoni di giustizia, sia riconosciuta, apprezzata e tutelata, avendo messo a rischio la vita propria e dei propri familiari per rispettare le leggi dello Stato e gli imperativi etici e morali della loro coscienza, anche mediante incontri formativi ed informativi presso scuole, associazioni, istituzioni allocate al di fuori del territorio della regione di residenza».





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto