Nel feudo di Censore si apre la crisi dell’amministrazione Pd

Il sindaco di Serra San Bruno azzera la giunta dopo che tre esponenti della maggioranza (tra cui il vicesindaco) hanno dato l’addio ai dem alla vigilia delle primarie

SERRA SAN BRUNO Il monocolore Pd nel feudo di Bruno Censore non esiste più. Il sindaco di Serra San Bruno Luigi Tassone, fedelissimo dell’ex deputato del Pd, ha azzerato la giunta che guidava dal giugno del 2016 ufficializzando così la crisi interna alla sua amministrazione e al centrosinistra locale. La scelta di Tassone è strettamente legata alle dinamiche interne che hanno portato tre esponenti della maggioranza (il vicesindaco Valeria Giancotti, il predecessore di quest’ultima Walter Lagrotteria e l’assessore Brunella Albano) a lasciare il Pd in aperta polemica con la gestione degli uomini di Censore. Ai tre dissidenti hanno risposto a stretto giro gli altri cinque componenti della maggioranza rimasti fedeli al Pd (Francesco Zaffino, Maria Rosaria Franzè, Gina Figliuzzi, Adele La Rizza e Antonio Gallè) che, ovviamente su spinta di Censore, hanno invitato il sindaco a prendere atto del mutamento degli equilibri interni e ad azzerare la giunta. Detto, fatto: Tassone ha revocato gli assessori e anche le deleghe date ai consiglieri. Ora ci si prepara al rimpasto, ma resta da vedere quanto le scelte dei nuovi assessori possano ripercuotersi sugli equilibri interni alla maggioranza serrese che, ora, appaiono sempre più fragili. Soprattutto in vista delle Regionali e dei tentativi di altri politici della zona – come il sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro – di trovare sostenitori nel feudo dell’ex deputato. Che, dal canto suo, dopo la batosta delle Politiche è in cerca di una nuova ribalta.

s. pel.







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