Regione, la doppia preferenza slitta ancora: istituito «gruppo di lavoro»

Calendarizzate le nuove sedute. La norma Sculco in programma per la riunione del 15 aprile. Ma i capigruppo hanno istituito una commissione che avrà il compito di rivedere la legge elettorale. E non sono escluse sorprese

REGGIO CALABRIA La modifica della legge elettorale calabrese e la contestuale introduzione della doppia preferenza di genere approderanno in consiglio regionale il prossimo 15 aprile. L’assemblea, al termine dell’ultima riunione, caratterizzata dallo scontro interno alla maggioranza, aveva deciso di discutere la legge Sculco sulla parità di genere nella seduta del 25 marzo. La Conferenza dei capigruppo di oggi, allargata all’Ufficio di presidenza, ha tuttavia dovuto prendere atto delle assenze di molti consiglieri per quella data, così il rinvio è diventato automatico. Che sia o meno una manovra per prendere tempo, orchestrata da chi non vuole la doppia preferenza, pare solo un dettaglio, soprattutto alla luce della netta presa di posizione del presidente del Consiglio Nicola Irto, irremovibile nella decisione di discutere la norma alla prima seduta utile.
Questo non vuol dire che l’approvazione della legge Sculco sia cosa fatta, tutt’altro. Oltre a calendarizzare le prossime riunioni per il 15 e il 29 aprile, la Conferenza ha infatti deciso di istituire un «gruppo di lavoro» che avrà il compito di formulare «una proposta di modifica della legge elettorale regionale». Ne faranno parte Giovanni Nucera e Sebi Romeo per la maggioranza e Tonino Scalzo e Mimmo Tallini per la minoranza.​
La “commissione” avrà il compito di elaborare un nuovo testo, nel quale potrebbero essere inserite quelle modifiche agognate da tempo da un gran numero di consiglieri, come, ad esempio, l’introduzione del voto disgiunto. Non è da escludere che venga contemplata anche l’elezione del secondo candidato presidente perdente. Il vero punto di snodo è, però, la doppia preferenza di genere.
Le resistenze non mancano e sono emerse anche nel corso dei lavori della Conferenza, nel corso della quale alcuni consiglieri avrebbero invocato un ritorno in commissione della legge Sculco, trovando però l’opposizione dello stesso capogruppo dem Romeo.
È comunque difficile, considerato quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio, che la legge venga approvata così com’è. È invece probabile che il gruppo di lavoro metta in discussione una nuova norma che, a differenza di quella firmata dalla consigliera crotonese, preveda maggiori “tutele” per gli uomini che aspirano a una riconferma, sulla scorta dei testi già presentati da Orlandino Greco e Giovanni Arruzzolo e da Vincenzo Pasqua, Ennio Morrone e Tonino Scalzo. In ogni caso, Irto avrebbe già posto l’aut aut: «O si trova una sintesi su cui maggioranza e opposizione sono d’accordo, oppure procederemo con la discussione della legge Sculco».
La Calabria, salvo nuove sorprese, il 15 aprile potrebbe avere la sua nuova legge elettorale rispettosa della parità di genere. Ma non è detto che il risultato finale piacerà alle donne. (p. bel.)





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