Zoccano: «Dobbiamo progettare “con” non “per” i disabili» – VIDEO

Il sottosegretario con delega alla Famiglia e alla disabilità ha incontrato a Cosenza il prefetto Paola Galeone. «La persona con disabilità è prima di tutto una persona»

COSENZA «Non dobbiamo progettare per i disabili ma dobbiamo progettare con i disabili». Ne è convinto il sottosegretario con delega alla Famiglia e alla disabilità Vincenzo Zoccano che ha incontrato il prefetto di Cosenza Paola Galeone nel Palazzo di Governo di piazza XI settembre.
Una visita in vista della partecipazione al convegno organizzato dal sindacato dei bancari dal titolo “Noi diversamente uguali. Famiglia, lavoro, società. Per una società più inclusiva”. Ad accompagnarlo il deputato Massimo Misiti, sua guida ufficiale in terra calabra.
Lui, uomo del Movimento 5 stelle, che convive quotidianamente le difficoltà con l’handicap della cecità, ma su alcune cose il sottosegretario non transige. «Dobbiamo trattare la disabilità in maniera organica – spiega mentre è accomodato nell’ufficio del Prefetto -. Fino a questo momento le politiche sui disabili sono state soltanto uno spot. Abbiamo il dovere di legiferare ad ogni livello istituzionale ed è per questo che vorremmo si promuova un codice unico della disabilità in modo di dare un seguito alle sentenze adottate dai magistrati per tutti i casi di disabilità. Per una domanda di invalidità passano anni e le persone ce ne chiedono conto. Per una agevolazione Iva al 4% servono milioni di carte. Dobbiamo fare la differenza non essere la differenza».
Ma la questione morale legata alla convivenza con gli handicap rimane il vero cuore dell’intervento del sottosegretario Zoccano. «La persona con disabilità è prima persona, poi dobbiamo considerare la sua condizione ed in fine la malattia – dice convinto -. Abbiamo bisogno di essere considerate persone». Poi trova i modi per stemperare le polemiche con la Lega, soprattutto in riferimento al discusso decreto che porta il nome del leghista Pillon. «Quello che fino a ieri era un confronto oggi non si sa perché lo si percepisce come scontro. Tutto passa dal confronto senza dimenticare che il “contratto di governo” è la garanzia della nostra alleanza con la Lega». (mi.pr.)







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