Via della Seta, Oliverio a Conte: «Calabria abbandonata dal governo»

Il governatore scrive al premier: «Tagliato fuori il porto di Gioia Tauro». E sulla sanità: «La regione non può pagare le politiche sbagliate degli esecutivi nazionali»

CATANZARO «È incomprensibile come da una parte si annunci di svolgere in Calabria, da lei definita “una terra abbandonata a se stessa’” una seduta del Consiglio dei ministri e nelle stesse ore si assumano scelte strategiche importanti e determinanti che tagliano fuori il porto di Gioia Tauro, ovvero il più grande porto hub del Paese, tra i più importanti dell’Europa e del mondo per le merci». È quanto scrive il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
«Il resoconto degli accordi da lei sottoscritti in questi giorni con il presidente della Repubblica Cinese, nell’ambito della cosiddetta Via della Seta – aggiunge Oliverio nella lettera a Conte – mi induce a esprimere disappunto e sconcerto: l’infrastruttura portuale italiana più importante del Mediterraneo, Gioia Tauro e l’insieme del sistema portuale del Mezzogiorno sono stati tagliati fuori dagli accordi con gravi implicazioni per le prospettive ed il futuro della Calabria, del Sud e dell’intero Paese».
«Purtroppo le gravi scelte compiute in questi giorni dal suo governo a discapito della Calabria e del Sud mi costringono amaramente a constatare che la Calabria, più che “una terra abbandonata a se stessa”, è una terra abbandonata dal governo nazionale», aggiunge Oliverio.
«Una considerazione specifica – afferma ancora – merita la questione della sanità che, almeno dagli annunci di queste settimane, sembra sia quella maggiormente attenzionata dal suo governo. La Calabria non può pagare le politiche sbagliate che i governi nazionali, compreso l’attuale in continuità con i precedenti, hanno portato e stanno portando avanti, da ormai dieci anni attraverso la gestione commissariale, di nomina governativa che ha esautorato il potere ordinario, costituzionalmente assegnato alle Regioni».
«Infatti, il commissariamento, che avrebbe, per un periodo di tempo limitato, dovuto supplire al potere ordinario della Regione per affrontare e risolvere problemi di inefficienza, di inadeguatezza e di irregolarità nel sistema sanitario – sostiene ancora Oliverio – non solo non ha realizzato gli obiettivi preposti ma ha contribuito, per molti versi, ad aggravare la condizione del sistema sanitario calabrese».
«La Calabria – dice il presidente della Regione – subisce così una doppia beffa: è privata di strumenti per governare democraticamente decisivi processi di riorganizzazione e riqualificazione del sistema sanitario e subisce il disagio della popolazione per la mancanza di adeguati e qualificati servizi».







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