Pd, il commissario stoppa Censore: «A Vibo niente simbolo con i sovranisti»

Graziano interviene dopo la decisione dell’area maggioritaria dei dem vibonesi di entrare nella coalizione che supporta Stefano Luciano: «Non ci possiamo permettere scelte politicamente insostenibili». Viscomi: «Finalmente chiarezza, anche le alleanze hanno un limite»

Stefano Graziano

VIBO VALENTIA «Il Partito democratico è radicalmente alternativo ai sovranisti. A Vibo Valentia non ci sarà alcuna lista con il nostro simbolo in coalizione con chi ha valori totalmente incompatibili con i nostri valori fondativi». Lo dichiara in una nota il commissario regionale del Partito democratico Stefano Graziano, che si riferisce alla scelta della direzione provinciale del Pd vibonese di entrare nella coalizione che supporta il candidato a sindaco Stefano Luciano, appoggiato tra gli altri anche dagli esponenti locali del Movimento nazionale per la sovranità di Gianni Alemanno. A spingere da tempo per l’accordo con Luciano è l’area maggioritaria del Pd vibonese che fa riferimento all’ex deputato Bruno Censore e al consigliere regionale Michele Mirabello (ne abbiamo scritto qui).
«È una fase molto delicata per il rilancio del nostro partito – prosegue Graziano – e non possiamo permettere che sia minata da scelte politicamente insostenibili. Gli elettori ci chiedono sempre più di essere chiari e coerenti. Il nostro obiettivo deve essere la costruzione di un centrosinistra ampio e plurale, aperto all’apporto di espressioni civiche, non certo correre alle amministrative con pezzi di centrodestra contro cui in contemporanea faremo una dura campagna elettorale per le elezioni Europee».

VISCOMI: «ANCHE LE ALLEANZE HANNO UN LIMITE» Sulla stessa lunghezza d’onda anche il parlamentare dem Antonio Viscomi. «Finalmente un po’ di chiarezza – dice –. Certo, la politica è fatta di alleanze, ma anche le alleanze hanno un limite, e il limite è segnato dal progetto che si intende realizzare nell’interesse dei cittadini. Per questo una alleanza di governo tra democratici e sovranisti è innaturale: sono diversi gli obiettivi, i mezzi, le finalità. E soprattutto i valori di riferimento, senza dei quali tutto si riduce a mera gestione del potere. E’ un problema di visione del mondo, e dunque di politiche e di scelte amministrative da mettere in atto. Bene ha fatto il commissario regionale a ricordarlo, nel suo intervento sulle elezioni di Vibo». «Lo stesso segretario Zingaretti – ragiona Viscomi –, nel suo primo intervento nella rinnovata direzione nazionale, ha rimarcato l’esigenza del partito democratico di operare in un campo largo in una prospettiva popolare ed europeista per contrastare ad ogni livello l’ondata populista e sovranista che imperversa in questo momento. Solo se costruito su di un programma condiviso – ad esempio in tema di politiche sociali, urbanistiche, organizzative, produttive, di accoglienza e di integrazione degli immigrati – il civismo tanto di moda in sede locale può avere un senso: per questo, prima di proporre dei nomi, va chiarito il programma delle cose che si intendono realizzare e sul quale si chiede ai cittadini di essere votati. Si tratta di essere credibili sulle cose che si vogliono fare e coerenti con la propria storia».







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