Incarichi in Cittadella, Cgil e Cisl sul piede di guerra

I sindacati contestano il comportamento della Regione sull’assegnazione delle Posizioni organizzative e denunciano ingerenze. «Lo scontro tra dipartimenti non può ricadere sul personale»

CATANZARO C’è «preoccupazione per lo scontro in atto tra dipartimenti della giunta regionale». E «non è ammissibile che discussioni e balletti sulle competenze di questo e quel dirigente si riversino sul personale regionale» mentre «si stanno consumando manifestazioni di ostilità senza precedenti: è incomprensibile come atti licenziati dalla Delegazione Trattante dopo numerosi incontri e con formali verbali di accordo vengano messi in discussione e modificati sostanzialmente, la cosa più sconcertante è che tutto ciò succede sotto gli occhi di chi dovrebbe e potrebbe porre fine a queste diatribe». Le tensioni nella Cittadella regionale diventano oggetto di una nota di Cgil e Cisl. L’ultima puntata di quella che viene definita una «sceneggiata» è «il regolamento sull’assegnazione delle Posizioni organizzative, per giunta in scadenza, da tempo licenziato dalla Delegazione Trattante e mai venuto alla luce». 
L’accordo – scrivono Alessandra Baldari e Luciana Giordano, segretarie generali di categoria, assieme ai segretari aziendali Ferdinando Schipano e Giuseppe Spinelli – «era teso a stabilire criteri di trasparenza nell’assegnazione degli incarichi, tramite una manifestazione d’interesse, per garantire la partecipazione legittima di tutti i lavoratori». Era stato «stipulato per tempo» e «stabiliva che molto prima della scadenza si avviassero le procedure al fine di mantenere le continuità amministrativa e non lasciare le posizioni scoperte». Cgil e Cisl parlano di «ingerenze» esterne «su accordi stipulati in delegazione trattante» che, insieme alla «dilazione dei tempi stanno producendo condizioni di ritardo che possono compromettere l’applicazione di quanto concordato». In questo contesto, «sorge il sospetto che alla dichiarazione di cambiamento si opponga una opaca necessità di mantenere la totale discrezionalità a garanzia di privilegi consolidati». Un comportamento che «denota una chiara condotta antisindacale». I sindacati spiegano che, «ove non si dovesse ristabilire il tutto in modo chiaro e continuativo», sono pronti «a chiedere al giudice la rimozione degli atti diretti o indiretti tesi a limitare e a disconoscere l’azione e i diritti delle organizzazioni sindacali». 
«Siamo convinti fino in fondo – spiegano – che è necessaria una svolta radicale nei rapporti con l’amministrazione regionale se vogliamo affermare in maniera definitiva corrette relazioni sindacali, che ovviamente stanno alla base di corretti e trasparenti rapporti negoziali. Pertanto, onde evitare di acuire i rapporti, chiediamo all’assessore al Personale e al presidente della Giunta un loro autorevole intervento risolutivo su quanto denunciato».







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