La burocrazia “annulla” la trasvolata dalla Calabria alla Sicilia

Gli organizzatori, tra cui Asd Parapendio Pizzo, presentano un esposto e minacciano azioni legali per il grave danno economico e all’immagine subiti

REGGIO CALABRIA «La burocrazia ci ha privati di un sogno, ma soprattutto ha vanificato l’accurato lavoro che tantissime persone, da mesi, stavano facendo affinché potesse divenire realtà».
A dichiararlo, Giampiero Procopio, consigliere dell’Asd Parapendio Pizzo Tandem Fly che sino qualche giorno fa raccontava dell’iniziativa organizzata in collaborazione con la Federazione volo libero e Aeroclub e che avrebbe portato professionisti e amatori del parapendio da tutto il mondo a cimentarsi nella trasvolata dalla Calabria alla Sicilia nei giorni dal 4 al 12 maggio.
Tutto annullato invece, per via di un intoppo burocratico, come si legge in un comunicato della stessa associazione che annuncia l’annullamento dell’iniziativa: «L’organizzatore, nel pieno rispetto delle norme e delle procedure previste per l’occupazione di uno spazio aereo controllato nelle vicinanze di un aeroporto, aveva richiesto i pareri necessari all’Enav spa nel settembre 2018, con ben 7 mesi di anticipo! Ebbene il parere, peraltro positivo, è stato consegnato da Enav spa all’organizzatore solo il 9 aprile 2019, a meno di un mese dall’evento, quando ormai erano scaduti i termini di 45 giorni d’anticipo previsti per la valutazione successiva da parte di Enac e per la divulgazione del Notam (Notice to Air Men) necessario a tutta la comunità aeronautica mondiale».
Il parere da inviare all’Enac non sarebbe arrivato entro i 45 giorni, ma 22 giorni oltre la scadenza dei termini tanto da rendere vano lo sforzo per salvare l’iniziativa a circa due settimane dall’inizio. «La documentazione – ci racconta Procopio – era stata predisposta e presentata con largo anticipo, lo scorso 8 settembre. Date le tempistiche, una pratica del genere sarebbe stata fatta in tempo in qualsiasi aeroporto in tutta Italia, ma qui qualcosa non ha funzionato. E non è la prima volta».
Gli organizzatori hanno già presentato un esposto all’aeroporto di Roma per fare luce sulla vicenda ed accertare l’eventuale negligenza degli uffici deputati al rilascio delle autorizzazioni. Non sono però da escludersi strascichi che potrebbero portare anche ad azioni legali: «L’iniziativa ha una risonanza mondiale e avevamo avuto prenotazioni da tutto il mondo, anche e soprattutto dall’Asia. Dovremo ora rimborsare molti biglietti aerei senza contare il danno all’immagine che la nostra associazione potrebbe subire da questa triste vicenda».
Procopio – che l’altro giorno ci parlava di un sogno realizzato e un’opportunità per tutto il territorio in termini di turismo alternativo – lancia infine un monito che deve far riflettere sul livello generale degli uffici amministrativi calabresi che troppo spesso non garantiscono i dovuti servizi al cittadino: «Penso che, ancora una volta, da questa storia ne esca sconfitta prima di tutto la Calabria. Parliamo di una grande opportunità di carattere internazionale che avrebbe dato lustro alle bellezze ed alle leggende della nostra terra, vanificata per una mancanza tanto grave quanto inspiegabile. Siamo molto più indietro di qualsiasi altra parte d’Italia e bisognerebbe che la gente iniziasse a prendere coscienza per cambiare le cose».







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