Beni culturali, scontro al ministero: sospeso il soprintendente Pagano

Il responsabile delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone sarebbe stato “punito” per le sue prese di posizione sulla programmazione regionale. A scatenare la disputa sarebbe stato il finanziamento per una chiesa di Rossano

COSENZA Due settimane di sospensione. Mario Pagano, soprintendente ai Beni archeologici per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, ha subito una sanzione disciplinare che ne blocca l’attività per 15 giorni. Il Mibact, guidato dal ministro 5 stelle Alberto Bonisoli, ha usato la linea dura nei confronti del direttore che già in passato aveva avuto diversi scontri con i rappresentanti calabresi del Movimento, in particolare con la senatrice Margherita Corrado, ancor prima che quest’ultima diventasse parlamentare.
Al momento non sono ancora chiari i motivi che hanno portato alla sospensione di Pagano, il quale – contattato dal Corriere della Calabria – annuncia l’intenzione di presentare ricorso contro il provvedimento del Mibact.
Il soprintendente preferisce però mantenere il più stretto riserbo sulle ragioni che hanno portato alla sua sanzione disciplinare, anche perché il regolamento del ministero impedisce di rilasciare dichiarazioni pubbliche in merito alle questioni interne.
Fonti accreditate della Soprintendenza spiegano che le cause della sospensione andrebbero ricercate nella «denunce di natura penale» che Pagano avrebbe presentato sulla «programmazione» del ministero. Al centro di tutta la questione vi sarebbero fondi per «centinaia di migliaia di euro» destinati a «una chiesa di Rossano».
Pagano, in sede di commissione regionale, avrebbe lamentato lo «stravolgimento» della programmazione originaria a danno delle richieste di finanziamento avanzate dalla Soprintendenza e destinate «alle sedi di Cosenza e alla sicurezza dei lavoratori».
Le risorse sarebbero invece andate alla chiesa di Rossano, «senza chiedere un parere né al soprintendente, né alla commissione, né alla parte tecnica». Pagano, che subito dopo la sua presa di posizione avrebbe ricevuto «un’ispezione» da parte del ministero, avrebbe giudicato la sua sospensione «completamente priva di fondamento» e riconducibile alla sua disputa con gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che lo avrebbero «attaccato» fin dall’inizio del suo mandato, e con il segretario regionale Salvatore Patamia. (p.bel.)





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