Europee, Roberti: «Rilancio Gioia Tauro decisivo, ma governo trascura Calabria»

Il capolista del Pd al Sud: «’Ndrangheta ha trasformato l’Italia in un centro strategico per il traffico di cocaina»

LAMEZIA TERME «La Calabria, così come tutto il Mezzogiorno, si candida a essere la naturale piattaforma di collegamento con il Mediterraneo. Qui si apre una nuova opportunità per l’Europa sia dal punto di vista economico che sociale. Ma per poter scommettere sulla Calabria e il Sud bisogna garantire sviluppo e lavoro senza interferenze. Ecco perché la priorità deve essere la lotta alla criminalità organizzata in ambito transnazionale e ho deciso di accettare questa sfida per poter portare la mia esperienza da ex magistrato e procuratore nazionale antimafia all’interno del Parlamento europeo». Così Franco Roberti, capolista del Pd nella circoscrizione Meridionale.
«L’assenza di regole, così come un mancato supporto legislativo europeo – aggiunge –, ha permesso fino ad ora alla ‘ndrangheta e alle altre mafie di infiltrarsi in altri Paesi dell’Unione europea seguendo gli affari e la traccia dei soldi. Negli ultimi decenni, la ’ndrangheta ha sfruttato soprattutto l’enorme traffico di merci del porto di Gioia Tauro, trasformando l’Italia in un centro strategico per il traffico di cocaina in Europa, riuscendo anche a costruire reti d’affari illeciti in America, in Medio Oriente e in Africa. La Calabria merita di più. La disinformazione e il silenzio contribuiscono a rendere forte la criminalità organizzata. Noi, invece, dobbiamo far in modo che il Porto di Gioia Tauro diventi uno snodo chiave del Mediterraneo».
«Il calo del traffico di container, il mancato avvio degli investimenti, i ritardi sulla Zes – conclude Roberti – non hanno fatto altro che allontanare la Calabria e il Mezzogiorno dalla globalizzazione e dall’espansione dei mercati. Gioia Tauro deve diventare una risorsa strategica, perno centrale nella geografia economica del Mediterraneo. E per farlo bisogna combattere insieme le cause che generano la penetrazione delle mafie nel tessuto economico e sociale».







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