Nuovi ingressi ed Europee, Rampelli fa il punto su Fratelli d’Italia – VIDEO

Questa sera alle 21 su l’altroCorriere Tv l’intervista al vicepresidente della Camera dei Deputati. A Catanzaro la battuta sulle Regionali: «Candidato presidente? È ancora presto»

LAMEZIA TERME «Quando si porta un nome cosi importante è difficile entrare in un partito senza aver avuto un incontro con il presidente». È il commento che Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati e tra i fondatori di Fratelli d’Italia, riserva alle notizie pubblicate dal Corriere della Calabria sull’ingresso in Fratelli d’Italia degli ex senatori Tonino Gentile e Piero Aiello.
L’esponente di Fdi aggiunge che l’unica preclusione di Fratelli d’Italia è verso delinquenti, condannati e pregiudicati: «Per il resto, se ci sono persone che provengono dall’area di centrodestra e desiderano fare un percorso comune – ovviamente vagliando i nomi – noi apriamo le porte perché la nostra intenzione è quella di rifondare Alleanza nazionale, un progetto di forza politica di Destra-Centro. Rampelli – nell’intervista che andrà in onda stasera su L’altro Corriere Tv (Canale 211) alle ore 21 – ha declinato i temi programmatici di Fdi per le elezioni europee e sottolineato il valore del “Piano straordinario per l’occupazione nel Mezzogiorno” lanciato dal candidato calabrese Rosario Aversa.

 «CANDIDATO PRESIDENTE? E’ ANCORA PRESTO…» Nel corso della giornata, Rampelli ha poi tenuto una conferenza stampa a Catanzaro insieme ai big calabresi di Fratelli d’Italia, dalla vicecapogruppo alla Camera Wanda Ferro al coordinatore regionale Ernesto Rapani, dal consigliere regionale Fausto Orsomarso ai candidati all’Europarlamento Mariarosaria Lagrotta e Rosario Aversa. Parlando con i giornalisti, Rampelli ha illustrato lo stato di salute del suo partito: «Nel 2013 – ha ricordato – abbiamo fondato Fratelli d’Italia pensando di rifare Alleanza nazionale, pian piano la storia ci ha dato ragione, si stanno allargando gli orizzonti: il nostro è un destra-centro, il timone rimane a destra, i valori sono quelli della destra sociale e popolare italiana, dell’identità culturale, della tradizione, della famiglia naturale, della sicurezza. Comunque vogliamo aprirci per diventare una forza dominante in Italia perché sappiamo di poter voler servire il nostro popolo. I 30mila di Napoli – ha aggiunto il ledae di Fratelli d’Italia – dimostrano che c’è grande fiducia, soprattutto al Sud. Questa campagna elettorale è carica di entusiasmo, c’è una atmosfera del tutto nuovo che ci dà forza, ci incoraggia e ci fa capire che c’è domanda di una destra vera, presentabile, non delle imitazioni che sono un’altra cosa. La destra vera è quella che ha una cultura politica dietro le spalle, un forte sentimento di appartenenza alla nostra nazione, patriottico che lo vuole esibire, ha chiaro la complessità dell’Italia ma non intende staccare pezzi d’Italia in favore di qualche altra cosa. Noi sappiamo bene di rappresentare questo valore aggiunto e la partita che giochiamo la giochiamo anche per questo». Inevitabile la domanda sulla candidatura alla presidenza della Regione Calabria e sulla possibilità che Fratelli d’Italia la rivendichi con forza soprattutto in caso di buon riscontro alle Europee: «È presto – ha osservato Rampelli – per dire qualunque cosa: noi cercheremo assieme ai nostri alleati la migliore candidatura possibile. Una candidatura che sia autorevole, che non sia improvvisata o di ‘scappati di casa’ come vengono definiti alcuni personaggi, una proposta degna della grandezza del popolo calabrese». Ora comunque – ha spiegato il vicepresidente della Camera – l’obiettivo sono le Europee perché «vogliamo andare in Europa per cambiare tutto, per portare l’Europa in Italia e soprattutto nelle regioni del Sud che hanno bisogno del sostegno dell’Europa devonono essere messe nelle condizioni di intercettare quella ricchezza che dopo secoli finalmente passa per il bacino del Mediterraneo. Non accadeva dagli Assiro-babilonesi. È il momento per fare investimenti pubblici anche nazionali e lo deve fare questo Governo per mettere il Mezzogiorno nelle condizioni di non vivere più di sussidi, assistenzialismo e clientele. Il Sud – ha concluso Rampelli – può essere il valore aggiunto, il volano, esattamente come è stata la Germania dell’est con la Germania dell’ovest».







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